Gioco
«Non serviamo i politici razzisti». Ristorante respinge i leader di AfD
Berlino, il versiliese Mannozzi titolare del Bocca di Bacco (un locale notissimo, frequentato da molti vip) rifiuta la prenotazione del partito della destra xenofoba
«Gentile signora, desideriamo informarla che oggi non avremo un tavolo per voi. Non gradiamo servire i politici e i loro collaboratori che discriminano e discreditano le persone sulla base delle loro origini, della loro religione, della posizione politica o del colore della pelle». Firmato Bocca di Bacco, il ristorante italiano più famoso di Berlino, di Alessandro Mannozzi, figlio di Massimo, una delle personalità più in vista della gastronomia berlinese e proprietario dell’hotel Bacco a Lido di Camaiore. Destinataria dell’email è la segretaria dell’ufficio stampa al parlamento tedesco dell’AfD (Alternative für Deutschland, Alternativa per la Germania), partito sovranista di estrema destra, che voleva riservare un tavolo a 7 suoi leader per lunedì sera. Ma, niente da fare: Alessandro Mannozzi e il suo team non li hanno voluti .
«Ho preso la decisione parlandone anche con chi lavora con me», racconta il 48enne patron del locale, “cittadino d’Europa e del mondo” come ama definirsi, orgoglioso della multiculturalità della squadra del Bocca di Bacco: i suoi 45 dipendenti provengono da 10 Paesi. Alla cena, tra gli altri avrebbero dovuto partecipare, secondo quanto riferisce il quotidiano di Monaco Süddeutsche Zeitung, Alice Weidel e Alexander Gauland, attualmente a capo di AfD che alle ultime elezioni è diventato il terzo partito del Bundestag scatenando le reazioni della Germania democratica ed europeista; il capogruppo Bernd Baumann e Jörg Meuthen, l’economista portavoce federale del partito, presente al raduno sovranista organizzato da Salvini a Milano.
La risposta del ristorante non è piaciuta all’AfD che l’ha resa pubblica in un tweet del suo capo ufficio stampa, Christian Lüth, definendola «antidemocratica e stupida». Subito si è sollevato un polverone mediatico e Alessandro Mannozzi si è trovato sommerso da chiamate da ogni dove. Non tutte gentili. In queste ore in Germania tutti parlano del Bocca di Bacco e del suo no ai razzisti. «Non era proprio nelle nostre intenzioni arrivare a questo, non cerchiamo pubblicità, soprattutto questo tipo di pubblicità. Sono stati loro, quelli di AfD a rendere nota la vicenda su Twitter. Non solo: hanno anche postato una recensione sul locale dandogli una sola stella e scrivendo che siamo dei razzisti. Recensione lasciata anonimamente, cui abbiamo risposto chiedendo di cosa si trattasse, nel dubbio che un cliente non si fosse trovato a suo agio da noi, ma è stato subito chiaro che è stata lasciata dal partito al quale abbiamo negato il tavolo».
Mannozzi racconta che la prenotazione “incriminata” è arrivata domenica, chiedendo che il conto - come capita spesso per la clientela istituzionale - venisse mandato in ufficio per essere saldato. «In queste situazioni chiediamo sempre ai clienti di mandarci un’email con l’indirizzo per l’invio della fattura. Quando è arrivata questa richiesta abbiamo capito subito che si trattava della sezione parlamentare dell’AfD e abbiamo deciso di non dare il tavolo. Siamo felici di accogliere clienti da tutto il mondo, per noi non ci sono differenze tra razze e persone, per cui la visione di questo partito non l’accettiamo. Nel nostro team ci sono persone che vengono dai Paesi contro cui quel partito vorrebbe innalzare muri, separazioni. Come avremmo potuto servire i suoi leader?».
Non è la prima volta che Mannozzi prende questa decisione: circa sei mesi fa si era trovato nella stessa situazione e, dopo essersi consultato con i suoi legali che gli avevano confermato il suo diritto ad accettare i clienti che vuole nel proprio ristorante, aveva rinunciato a una prenotazione analoga. Ma allora la cosa non era finita su tutti i media. «Ora mi spiace che questa bufera dia visibilità a quel partito-dice- ed è proprio quello che non voglio».
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