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Toscana

Figlio agli arresti domiciliari, il padre lo butta fuori di casa

Figlio agli arresti domiciliari, il padre lo butta fuori di casa

Non vuole che il ragazzo ladro sconti la misura cautelare nell’abitazione di famiglia. Giovane “ospite” dei carabinieri in cella di sicurezza

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AREZZO. Ladro proprio no. Un figlio ladro non lo vuole. E così quando si è visto “recapitare” il ragazzo (il proprio figlio) agli arresti domiciliari per furto, il padre non ha fatto storie: lo ha sbattuto fuori casa. Se criminale è - è stato il ragionamento - che se ne stia in carcere. Sconti la pena dove merita. Non certo in casa, magari con la comodità di cibo caldo in tavola e televisione.. Così oggi, oggi un ragazzo - accusato di far parte di una gang giovanile - si trova in una cella di sicurezza in attesa di capire se potrà scontare altrove gli arresti domiciliari. O se, davvero, dovrà scontare in carcere la misura cautelare. La storia inizia quando i carabinieri del Valdarno aretino individuano una banda di 6 (presunti) ladri, giovani, tra i 17 e i 20 anni: quattro ventenni sono stati arrestati, due 17enni sono stati denunciati. Il padre di uno dei maggiorenni, quando viene a sapere degli arresti domiciliari del figlio, non si perde in chiacchiere: lo prende a calci e si rifiuta di tenerlo in casa. Ora questo arrestato si trova in una camera di sicurezza di una caserma dei carabinieri in attesa di una soluzione alternativa. Ma il padre non sente ragioni: ribadisce che non vuole il figlio a casa.

In generale nella vicenda, secondo i carabinieri, il gruppetto ha agito rubando in un negozio di articoli sportivi a Terranuova Bracciolini in provincia di Arezzo. Mentre uno dei sei prendeva i capi di abbigliamento sportivo dagli scaffali, andava in camerino per rompere il dispositivo antitaccheggio e li indossava sotto i propri abiti, un altro gli copriva le spalle avvisandolo di eventuali movimenti “sospetti” dei commessi. I ruoli, tra i complici, cambiavano in continuazione per confondere il personale. In questo modo i giovani erano riusciti a portare via vestiti di note marche sportive per un valore di circa 300 euro.

I sei, però, sono stati fermati all'uscita del negozio dai carabinieri che, da accertamenti, hanno scoperto che si trattava di giovani da 17 a 21 anni con precedenti per bullismo in scuole della zona. I minori sono stati denunciati alla procura presso il tribunale dei minorenni di Firenze. Invece, i 4 maggiorenni sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa di celebrare l'udienza direttissima in programma oggi.

I capi rubati sono stati restituiti al negozio.
 

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