La manifestazione
Ventenne giù dalla diga, muore davanti agli amici
Tragedia all’invaso di Ridracoli Insieme a tre compagni il ragazzo stava facendo una scampagnata La Procura apre un’indagine
AREZZO. Una tragedia sconvolgente e improvvisa, in una giornata che doveva trascorrere all’insegna della spensieratezza. Una comitiva di quattro amici, zaini sulle spalle, aveva deciso di passare un sabato nella natura intorno alla diga di Ridracoli. Uno di loro, un ventenne della provincia di Arezzo, è morto. Il suo corpo è stato ritrovato ai piedi della diga. Un volo di cento metri nella parte esterna dell’invaso.
La procura di Forlì ha aperto un’inchiesta, indagano i carabinieri della compagnia di Meldola (Forlì-Cesena) sotto la guida della pm Laura Brunelli.
L’ipotesi prevalente è quella del suicidio, ma non si escludono anche altre ipotesi come quella di una folle bravata finita in tragedia. Gli inquirenti vogliono andare a fondo e hanno ascoltato a lungo i tre coetanei per ricostruire gli ultimi istanti di vita del ragazzo e capire che cosa, nel caso ritenuto al momento più probabile, potrebbe averlo spinto al gesto estremo durante un’escursione con gli amici.
Intorno alle 16,30 il gruppetto di escursionisti stava camminando sul sentiero dell’Appennino forlivese che porta alla diga, aperta ai visitatori. A causa del cielo scuro in giro c’era molta poca gente. Il loro compagno era rimasto indietro, finché non si è allontanato. Si è arrampicato sulle barriere di sicurezza della struttura. Ha scavalcato finché non ha raggiunto il ciglio della diga. E poi è precipitato sul lato dove non c’è acqua.
La gita era iniziata al mattino. Avevano pranzato tutti insieme, un pic-nic sul prato, poi una passeggiata e quattro chiacchiere. Ai carabinieri i tre ragazzi, ancora sotto choc, hanno raccontato avevano notato che il loro amico quel giorno era un po’ più taciturno del solito. Ma niente lasciava presagire un simile, drammatico epilogo. Gli amici non sono riusciti a ipotizzare una sola risposta su cosa possa averlo spinto. Non ci sarebbero ragioni sentimentali, né di lavoro. Il ragazzo, diplomato in un liceo della provincia di Arezzo, aveva trovato lavoro in un’attività commerciale. Anche il suo contesto familiare è giudicato tranquillo, sereno. I genitori della vittima sono stati ascoltati dai carabinieri: è emerso che non erano a conoscenza del fatto che quel giorno il loro figlio si trovava a Ridracoli. I militari hanno acquisito anche le immagini di videosorveglianza della diga per cercare elementi utili e fugare ogni dubbio sul dramma.
A dare l’allarme sono state alcuni visitatori della diga che si sono trovati sotto gli occhi l’orribile scena. Per recuperare il cadavere sono intervenuti anche gli uomini del Soccorso Alpino, scesi per recuperare il corpo del ragazzo alla base del muro di cemento. —
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