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Vigile si tuffa e salva il delfino spiaggiato: «Gli parlavo, così l’ho portato al largo»
Orbetello: l'agente protagonista di un’eccezionale prova di coraggio. «Mi ha pure ringraziato, per me sarà un angelo custode»
ORBETELLO. Un delfino spiaggiato dato per spacciato e un agente della polizia municipale pronto a gettarsi in mare per salvargli la vita. Siamo abituati a vedere gli agenti sulle strade con paletta e fischietto. Carmelo Cocuzza, 53 anni, in forza al comando di Orbetello dal luglio 2018, invece ha compiuto un gesto che nell’immaginario collettivo poco sembra avere a che fare con il mestiere di vigile urbano: si è tolto i pantaloni della divisa e senza esitazione è entrato in acqua per salvare l’animale.
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L’allarme è scattato fra le 19,30 e le 20 di venerdì 3 maggio. La squadra formata da Cocuzza e da altri due agenti, Palma Lorusso e Luigi Ferrante, era in pausa per la cena, prima di riprendere il servizio. Proprio in quei minuti al comando è arrivata la telefonata di una donna che, preoccupata, segnalava la presenza di un delfino che si era arenato lungo la spiaggia della Giannella. La storia a lieto fine la racconta al “Tirreno” lo stesso agente della municipale.
«Non appena abbiamo ricevuto la telefonata – spiega Cocuzza – abbiamo chiamato il comandante Carlo Poggioli che si è immediatamente attivato e ci ha mandati sulla spiaggia. Qui abbiamo trovato ad aspettarci la donna che aveva chiamato il comando e che ci ha portati nel punto dove si trovava il delfino». I tre agenti non avevano idea se l’animale fosse vivo o morto. «Quando lo abbiamo visto – continua Cocuzza – ci siamo resi conto che era vivo, respirava a fatica ma era vivo». Cocuzza ha capito che non era il momento di esitare: il delfino ansimava in grossa difficoltà. Sostenuto dai colleghi che illuminavano la zona – intanto era sceso il buio – si è arrotolato i pantaloni della divisa, è entrato in mare e ha cercato di mettere la testa del delfino sott’acqua per farlo respirare. L’animale però non ne voleva sapere. «A quel punto – dice – ho capito che l’unico modo per salvargli la vita era portarlo al largo».
Cocuzza si è tolto i pantaloni, è entrato in mare, ha preso il delfino per la coda e ha iniziato ad andare al largo. «L’ho portato al largo – racconta – ma lui tornava sempre verso la riva». L’agente non si è arreso. «Ho iniziato a massaggiarlo, come se stessi facendo un massaggio cardiaco. Poi ho iniziato a parlargli. Gli dicevo che doveva vivere, che doveva allontanarsi, che non doveva morire. Io non so cosa sia successo ma era come se mi stesse a sentire. In quel momento è come se il delfino avesse deciso di reagire. L’ho visto riprendersi e poi è successa una cosa che mai dimenticherò». Prima di andare verso il mare aperto l’animale ha fatto un giro intorno all’agente. «Ho avuto l’impressione che mi volesse ringraziare. Ha fatto un giro intorno a me e poi ha preso il largo ed è scomparso alla mia vista. Ringrazio i colleghi che mi hanno dato appoggio, il mio comandante e il senatore Roberto Berardi per le belle parole che ha avuto nei miei confronti».
Sabato 4 maggio appena si è svegliato Cocuzza è andato a controllare sulla spiaggia che il delfino non fosse tornato a riva. «Ho controllato circa 200 metri di spiaggia e non ho visto nulla. Quel delfino d’ora in poi per me sarà come una specie di angelo custode».
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