Il Tirreno

Toscana

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Si rifugia nella casa protetta ma l’ex la rintraccia: arrestato

Ilaria Bonuccelli

Il marito stalker la pedina e la perseguita nel tragitto per andare al lavoro Già denunciato più volte, l’ha potuta aggredire: non aveva il divieto di avvicinarsi

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Emma (nome di fantasia) va tranquilla al lavoro. È più serena da quando vive nella casa protetta. Lui, l’ex marito, un uomo di 49 anni originario della provincia di Napoli, non conosce il suo indirizzo. Così non la può più pestare. Non la può più perseguitare, maltrattare. Emma pensa questo mentre va al lavoro. Quello non l’ha cambiato. Non l’ha voluto cambiare. Un gesto di ribellione. O di affermazione di libertà. Lui le ha tolto (quasi) tutto: sicurezza, serenità. Il lavoro no. L’indipendenza economica non gliela deve toccare. Di questo lui si approfitta. Per perseguitarla ancora: per inseguirla, per braccarla. Per rintracciarla. Non sa dove vive, ma sa ancora dove lavora. Quindi le dà la caccia. Può, perché i giudici non gli hanno neppure ordinato di tenersi alla larga dalla sua ex. E ne approfitta. Fino a quando i carabinieri, lo arrestano.

L’uomo è uno stalker. Almeno i carabinieri lo arrestano per atti persecutori, reato per il quale Emma lo aveva già denunciato. Anche per maltrattamenti in famiglia lo aveva denunciato. Ma provvedimenti cautelari, che la proteggessero, non erano stati adottati. Così ha deciso, in modo autonomo - confermano i carabinieri - di farsi assistere. E di entrare in un percorso di tutela. Sempre in modo autonomo, decide (su consiglio di chi la sta seguendo) Emma si trasferisce in una casa protetta. È il modo per sottrarsi ai maltrattamenti (botte comprese) del marito. Comincia a sentirsi più sicura. L’indirizzo è segreto, nessuno la può rintracciare. Tanto meno l’ex su cui pendono le denunce per reati di violenza.

Emma, però, non immagina che lui non si rassegni. Neppure scomparendo dalla sua vista. È quello che denuncia presentandosi alla caserma dei carabinieri di Empoli. Mentre va al lavoro, lui riesce a rintracciarla. Si affianca con l’auto mentre Emma è in coda nel traffico. Non si limita a farle dei segni, non le chiede di accostare. No. L’uomo scende di macchina, tenta di aprire lo sportello dell’auto di Emma ma non ci riesce perché sono chiusi. Allora comincia a prendere l’auto a calci e pugni. Emma è chiusa dentro e terrorizzata, ma riesce a scappare. Si precipita in caserma, dai carabinieri, e sporge un’altra denuncia contro il marito. Che non si è lasciato seminare. Emma, infatti, se lo ritrova davanti appena uscita dalla caserma. A poche centinaia di metri dalla stazione dei carabinieri, l’ex marito le si para di nuovo davanti: stavolta è in sella a una bici. Come sia riuscito a trovarla così in fretta è un mistero. Come abbia intuito che la sua ex moglie fosse andata dai carabinieri, anche.

Fatto sta che la ritrova, senza problemi. E ricomincia da dove era stato interrotto: nuove offese, calci e pugni all’auto. Emma riesce a telefonare ai carabinieri che intervengono subito.

Intercettano il marito violento che tenta la fuga. Ma la fuga lo porta poco lontano. Dopo un inseguimento breve, a piedi, questa volta, viene preso. E arrestato. Ora è in carcere a Sollicciano. L’accusa è di atti persecutori, stalking. Resta da vedere quanto (e se) ci resterà. E se, questa volta, verranno adottate misure cautelari a protezione della ex moglie. —



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