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aprile record per l’interferometro virgo 

Altri 5 segnali dallo spazio e forse ce n’è uno tutto nuovo

Danilo Fastelli
Altri 5 segnali dallo spazio e forse ce n’è uno tutto nuovo

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CASCINA. Cinque segnali dallo spazio in un solo mese. E tanta apprensione nella comunità scientifica per tentare di stabilire che cosa abbia prodotto una in particolare. Potrebbe infatti provenire da una sorgente mai registrata prima. Ma andiamo per ordine. L’interferometro Virgo, che nelle campagne di Cascina capta le onde gravitazionali, la cui scoperta valse un Nobel per la Fisica nel 2017, è tornato in funzione ai primi di aprile, insieme agli altri due interferometri Ligo che si trovano negli Stati Uniti. Una nuova sessione di ascolto, la terza, che durerà altri undici mesi.

In questa storia ci alcune date fondamentali: l’11 febbraio 2016 l’annuncio della prima onda gravitazionale, una “vibrazione” dello spazio tempo prodotta da una gigantesca catastrofe cosmica, la fusione di due buchi neri. Era la definitiva conferma della teoria della relatività generale di Albert Einstein. Poi, quando già avevamo “collezionato” la fusione di diversi buchi neri – alla fine delle prime due sessioni di ascolto saranno dieci in tutto – il 16 ottobre 2017 l’annuncio della prima onda gravitazionale da fusione di due stelle di neutroni. Un evento nuovo, ma non era forse quella la novità più importante. Per la prima volta infatti l’allerta dei tre interferometri aveva mobilitato una “flotta” di telescopi di vario tipo: così la distorsione dello spazio tempo ebbe anche la sua controparte ottica, “visibile”.

E torniamo al mese che si è appena concluso, già da segnare sugli annali per la famosa prima immagine reale del buco nero “scattata” dai radiotelescopi. Negli stessi giorni l’astronomia degli interferometri aggiungeva alla sua collezione altri cinque ascolti. Di questi, tre sono generati da collisioni di buchi neri (quindi in tutto fanno 13 segnali di questo tipo), un quarto, rilevato il 25 aprile, potrebbe essere nato dalla collisione di due stelle di neutroni (sarebbe la seconda volta nella storia) e il quinto, del 26 aprile, è il più misterioso: potrebbe trattarsi della prima collisione mai percepita fra un buco nero e una stella di neutroni. La conferma potrà arrivare solo da nuove osservazioni, ma il mondo scientifico è già in subbuglio.

«L’universo ci sta tenendo sulle spine», ha detto il portavoce della collaborazione Ligo, Patrick Brady. «Virgo funziona con la massima stabilità: sta osservando il cielo per il 90% del tempo, contribuendo in modo fondamentale a individuare la sorgente dei segnali», ha spiegato Giovanni Prodi, coordinatore dell'analisi dei dati di Virgo. «Abbiamo altri 11 mesi davanti a noi: c'è un grande lavoro di ricerca che ci aspetta», ha aggiunto.

Danilo Fastelli

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