Il Tirreno

Toscana

Pace fiscale, in fila all'alba per rottamare tasse e multe. Ecco come avere gli sconti

La coda all'Agenzia della Riscossione di Guamo (Capannori)
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La coda all'Agenzia della Riscossione di Guamo (Capannori)

Code e caos anche nelle sedi toscane dell'Agenzia della Riscossione. I commercialisti pronti a chiedere una proroga per "eccesso di domande"

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LUCCA. Non sono ancora le 9 quando una signora si guarda intorno: chiede se c'è bisogno di prendere il numero, visto che non riesce nemmeno a varcare il cancello della sede dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione di Guamo (Capannori). Le persone davanti a lei si girano, le sorridono e le danno una risposta dal tono gentile nonostante la caotica situazione: "Sì, il numero bisogna prenderlo ma quando si arriva dentro, se mai ci si arriveremo". Lei si rassegna e si mette in questa coda sgangherata che si è formata dalle 5,30 di mattina. I più fortunati, quelli che all'alba si sono presentati a Guamo per approfittare delle ultime ore per rottamare tasse e multe stradali, intorno alle 9 sono entrati. Una situazione, questa, simile a tante altre sedi toscane dell'agenzia.

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E, a poche ore dalla scadenza dei termini per presentare le richieste di rottamazione ter e di saldo e stralcio delle minicartelle, si fa sempre più insistente la richiesta dei commercialisti di concedere una proroga, proprio alla luce dell'"eccesso di domande". Gli ultimi dati ufficiali dell'Agenzia della Riscossione, riferiti al 18 aprile scorso, parlavano di circa 870 mila richieste, ma negli ultimissimi giorni, nonostante le festività di Pasqua e i ponti di primavera, il numero sarebbe salito, tanto da far prospettare come bilancio finale circa 1,1 milioni di possibili adesioni.

Gli uffici hanno lavorato in queste ore a pieno ritmo e gli sportelli sono rimasti aperti anche di sabato. "L'eccesso di domande ha creato una serie di problematiche", spiega Marcella Caradonna presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e esperti contabili di Milano". La scadenza della pace fiscale si sovrappone a una molteplicità di altre scadenze che rischiamo di ingolfare il lavoro quindi confermiamo l'assoluta esigenza di una proroga". La decisione spetterà al governo. Più di una volta in passato è stato accordato uno slittamento dei termini, arrivato però di solito sempre all'ultimo istante, evitando così di scoraggiare le ultime richieste.

Secondo i dati contenuti nel Def, le operazioni di rottamazione degli ultimi tre anni (comprese quindi anche le rate ancora in sospeso delle prime due definizioni agevolate) garantiranno nel 2019 incassi per 949 milioni, che saliranno a 1,5 miliardi nel 2020, 1,3 miliardi circa nel 2021, per sfiorare 1,7 miliardi nel 2022. La rottamazione ter (di sanzioni e interessi) è partita a novembre scorso dopo il decreto fiscale di ottobre, mentre il saldo e stralcio delle cartelle, con il pagamento di un percentuale tra il 16 e il 35% dell'importo dovuto riservato ai contribuenti in situazione di grave e comprovata difficoltà economica, è entrato in vigore dal primo gennaio, perché contenuto nella legge di bilancio.

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