Il Tirreno

Toscana

Le ragioni di un consenso ambiguo

Luigi Vicinanza
Le ragioni di un consenso ambiguo

Quale sarà il punto di rottura? E quando avverrà? Chi ne incasserà i maggiori benefici dal punto di vista elettorale? Le scommesse sono aperte sulla durata dell'esecutivo Conte

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Quale sarà il punto di rottura? E quando avverrà? Chi ne incasserà i maggiori benefici dal punto di vista elettorale? Le scommesse sono aperte sulla durata dell'esecutivo Conte. I due vicepremier non si tollerano più. Anzi, più si avvicina la data del voto, il 26 maggio, più se le dicono senza ritegno. Siamo alla paralisi. Eppure quei frammenti di verità rappresentati dai sondaggi dicono che il governo della coppia scoppiata Matteo-Gigino continua a registrare un consenso maggioritario, intorno al 55 per cento: la Lega sempre sopra al 30, il Movimento 5 stelle sopra il 20. Neppure ai tempi della prima repubblica Democrazia cristiana e Partito socialista messi insieme raccoglievano più della metà dei suffragi.

Certo, i voti reali si contano la sera delle elezioni, non si annunciano con settimane di anticipo. Tuttavia il perdurare di un vasto favore nei diversi sondaggi d'opinione conferma come siano cambiati gli umori del Paese profondo. Né il pessimo andamento dell'economia nazionale, né il ridimensionamento delle promesse elettorali, né le ombre sull'onestà di certi compagni di viaggio di Salvini come di Di Maio, né la sfacciata tolleranza del ministro dell'Interno verso provocazioni e violenze fascistoidi creano spostamenti nell'orientamento al voto. L'unico dato significativo è la cannibalizzazione della Lega ai danni del M5S nelle elezioni regionali degli ultimi 12 mesi. Perché?

I ceti popolari esclusi e impoveriti della globalizzazione sono attratti da parole d'ordine che promettono di ribaltare un sistema che ha allargato le disparità sociali e culturali in dieci anni devastanti di crisi economica. Costi quel che costi. Se la sinistra, nelle sue forze di governo, è stata succube del neoliberismo, il sovranismo si propone come risposta sociale dalla parte dei più deboli. Un falso storico. Ma è il cortocircuito che infiamma il nostro tessuto civile. Buona domenica.



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