Attenzione
Il questore fa denuncia per i fischi del 25 aprile
Non accetta la contestazione in piazza e fa un esposto Ipotizza che sia stato commesso vilipendio della Repubblica
prato. È reato urlare e fischiare in piazza per protestare contro una decisione ritenuta ingiusta? Sarà la Procura di Prato a deciderlo, dopo aver ricevuto un’informativa del questore Alessio Cesareo sulla contestazione del 25 aprile rivolta a lui stesso e alla prefetta Rosalba Scialla, nella quale ipotizza nientemeno il reato di vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate.
Tutto è nato il 23 marzo, quando questore e prefetta hanno dato il via libera alla manifestazione di Forza Nuova che, facendo finta di parlare di immigrazione, ha in realtà celebrato il centenario della fondazione dei Fasci italiani di combattimento. Una decisione che è stata vissuta come un’offesa e una ferita bruciante per la città, tanto che mentre poco più di cento camerati manifestavano in piazza del Mercato Nuovo insieme al loro capo Roberto Fiore, migliaia di pratesi e non solo riempivano piazza Santa Maria delle Carceri per dire no al fascismo.
In quella stessa piazza, giovedì, nella prima occasione pubblica che prevedeva la presenza di questore e prefetto, i militanti dell’Associazione partigiani e di partiti e movimenti di sinistra hanno contestato sonoramente durante la cerimonia per il 74° anniversario della Liberazione.
“Prefetto e questore, il 23 marzo avete preso la decisione sbagliata”, “Prato si merita di meglio”, “Prefetto vai via”: questo, per intendersi, il tenore dei cartelli esposti, alcuni dei quali sono stati sequestrati, ora si capisce perché, dalla Digos. Tanto è bastato al questore per inviare un telex urgente al Ministero nel quale indica i colpevoli in «alcuni soggetti appartenenti all’Anpi» che hanno esposto cartelli con «frasi considerate non rispondenti alla solennità della manifestazione», hanno chiesto le dimissioni del prefetto e «hanno intonato alcuni canti tipici della lotta partigiana», come del resto accade ogni 25 aprile, da sempre.
Il procuratore capo Giuseppe Nicolosi ha confermato ieri di aver ricevuto la denuncia del questore, che valuterà nei prossimi giorni.
Ma l’iniziativa di Cesareo ha scatenato una ridda di reazioni. Quella più ficcante è di Nicola Fratoianni, segretario de La Sinistra, che annuncia un’interrogazione parlamentare, cita Pertini e dice: «Libero fischio in libera piazza». Altri tempi, altri presidenti, altre piazze. «Se vanno avanti su questa strada - commenta Angela Riviello, presidente provinciale dell'Anpi - si confermano inadeguati al ruolo che ricoprono. Non so chi è stato identificato in piazza il 25 aprile, ma posso garantire che li tuteleremo in tutte le sedi». Il sindaco Matteo Biffoni, dal canto suo, dice che domani chiederà al questore «di chiarire le ragioni giuridiche delle sue dichiarazioni».
Un’interrogazione parlamentare verrà presentata anche dai deputati del Pd Antonello Giacomelli e Gabriele Toccafondi. «Il diritto di critica e di dissenso - dicono i due deputati - e più in generale il diritto di manifestare, nel rispetto delle leggi, la propria opinione, è una libertà garantita dalla Costituzione e non può essere conculcata». Sia Giacomelli che Toccafondi avevano già interrogato il governo sulla illegittima schedatura dei giornalisti che sarebbe stata effettuata durante la manifestazione del 23 marzo.
Venerdì la prefetta Scialla aveva spiegato al Tirreno: «Quei fischi non erano rivolti solo a me, ma allo Stato che rappresento e alla nostra bandiera». Ma non è stata lei a prendere la controversa iniziativa di denunciare i contestatori. —
Paolo Nencioni
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