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«Fuori di sé, voleva uccidermi». L’agguato dopo il rave a Livorno
La violenza nel viaggio di ritorno dopo tre giorni di festa abusiva nell’ex fabbrica Arrestato dopo 15 ore di fuga. Avevano litigato per le spese della trasferta
Livorno. Il seme della follia è germogliato tra gli eccessi, durante le tre notti insonni trascorse al Pasquatek, il rave party abusivo organizzato a cavallo di Pasqua in un vecchio capannone industriale abbandonato alle porte di Livorno dove si sono dati appuntamento centinaia di giovani da tutta Italia. Si è poi alimentato e ha preso forza, rancori e rabbia durante il viaggio di ritorno che ha portato il gruppo di cinque amici, tre ragazzi e due ragazze che hanno viaggiato a bordo di un vecchio furgone Fiat Ducato trasformato in camper, dalla Toscana a Terno d’Isola, ottomila anime in provincia di Bergamo. Fino ad esplodere all’alba di martedì quando Sergio Ubbiali, 25 anni, professione artista di strada e giocoliere, all’apice di un lite avvenuta davanti all’ingresso di casa del rivale, ha preso un coltello e ha colpito, una due tre quattro volte, fino a quando l’ultimo fendente non è rimasto conficcato nel collo di Maurizio Canavesi, dj di 35 anni, nome d’arte «Starfucker», prima di scappare via. La fuga dell’aggressore è durata quindici ore: è stato arrestato in provincia di Brescia con l’accusa di tentato omicidio aggravato dai futili motivi mentre tentava di scappare – spiegano gli investigatori – insieme alla fidanzata. «Il trentacinquenne – raccontano dall’ospedale Papa Giovanni di Bergamo dove i medici hanno anche estratto il coltello – è ancora in coma farmacologico, è in pericolo di vita, le sue condizioni sono stabili». È dagli accertamenti dei carabinieri che questa storia di sangue e follia che corre tra la Toscana e Lombardia torna dove è iniziata, nel capannone dell’ex Trw, dove un tempo si costruivano pezzi di ricambio per auto e adesso è diventata la terra promessa dei rave. Per gli investigatori, infatti, il movente che ha scatenato la furia sarebbe da attribuire alle spese sostenute durante il viaggio da parte dell’aggressore, proprietario del camper, per raggiungere Livorno e poi tornare a casa. Gli amici-testimoni hanno raccontato di un primo litigio tra i due in autogrill, non lontano da Bologna. Arrivati a Terno, le parole del dj, «sei avido ed egoista», avrebbero visto Ubbiali spegnere il camper, scendere e aggredire la vittima a mani nude, per poi rientrare nell’abitacolo e uscire con un coltello da cucina in mano. L’aggressore, al contrario, ha raccontato la sua verità giovedì davanti al giudice per le indagine preliminari che ieri ha confermato il carcere per il venticinquenne. Per tutto il tragitto in camper dal rave party, il dj lo avrebbe infatti minacciato di morte, senza alcun motivo, se non un forte stato di alterazione: «Aveva gli occhi spiritati, ha sbroccato, non l’ho mai visto così», ha detto. Aggiungendo che il trentacinquenne avrebbe anche cercato di mandarlo fuori strada mentre era alla guida del camper. E infine di colpirlo a sua volta con una coltellata. —
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