Gioco
La Regione rafforza i pronto soccorso con i medici senza specializzazione
Per evitare il collasso negli ospedali, via alle assunzioni dei laureati che non entreranno nelle scuole post universitarie (per mancanza di posti). E anche gli internisti saranno dirottati verso le urgenze
I pronto soccorso hanno pochi medici e scoppiano di accessi. Pochi medici anche nelle ambulanze del 118. E l'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza è a rischio. Così la Regione corre ai ripari: decide di assumere (con contratti a tempo) per il pronto soccorso e per il 118 i medici che non riescono a entrare nelle scuole di specializzazione a causa del numero chiuso. Due le delibere approvate ieri in giunta. Una reperisce medici “per il sistema di emergenza urgenza regionale”, l'altra riconosce l'impegno di medici e infermieri dei pronto soccorso in relazione alle carenze di organico.
PRONTO SOCCORSO VICINI AL COLLASSO
Il numero di accessi ai pronto soccorso è in crescita. Nel 2018 ce ne sono stati 1.508.435 contro 1.498.145 dell’anno precedente: circa 10mila in più. Eppure il sistema di emergenza urgenza è sull'orlo del collasso. I medici nei pronto soccorso e nelle ambulanze del 118 sono sotto organico. Il numero degli infermieri è sufficiente, ma chi è costretto a ritmi massacranti. Sindacati e Regione hanno fatto una stima delle carenze. Il personale medico è sotto di 147 unità: ne manca 43 nei pronto soccorso della Asl Toscana Nord Ovest, 18 nei pronto soccorso della Asl Toscana Centro, 43 in quelli della Asl Toscana Sud Est, 7 nelle Aziende ospedaliero-universitarie e 36 mancano nel 118 distribuiti in maniera uguale nelle tre Asl.
NON SPECIALIZZATI
E INTERNISTI
La Regione assumerà laureati in medicina under 35 privi di specializzazione e farà concorsi per medici internisti cercando di convincere i vincitori a trasferirsi temporaneamente nei pronto soccorso. Si calcola che ogni anno, a causa dei tetti di spesa imposti dal ministero dell’Università alla Regione, rimangano fuori dai corsi di specializzazione 40 laureati su 100. La Regione farà una selezione rivolta a loro e li assumerà con un contratto libero professionale di formazione e lavoro da effettuarsi nei pronto soccorso e in ambulanza. Il percorso formativo e lavorativo avrà la durata di due anni. Un board tecnico coordinerà il percorso formativo. Responsabile il direttore del dipartimento Emergenza Urgenza Asl Toscana Centro è Simone Magazzini.
Intanto vengono indetti concorsi per medici di medicina interna a tempo indeterminato con la clausola della possibilità di assegnazione temporanea al pronto soccorso per un periodo non inferiore a due anni (accompagnato da un periodo di addestramento sul campo), e non superiore a tre anni, salvo diversa volontà degli interessati di prolungare la permanenza in pronto soccorso.
PIU' SOLDI A CHI LAVORA
IN EMERGENZA URGENZA
C'è più notturno. C'è più festivo. Il carico di stress per chi lavora in emergenza urgenza è più elevato rispetto ad altri reparti. La Regione pagherà di più gli infermieri e i medici di questo reparto con un bonus da calcolare a livello di contrattazione integrativa. In sostanza è un premio che sarà erogato su progetti legati alle competenze senza aumento delle ore di lavoro. A partire dal 2019 e per tutta la durata della situazione di criticità nel sistema dell'emergenza urgenza, le somme per queste progettualità saranno messe a disposizione delle Asl attraverso attribuzioni a valere sul fondo indistinto. Entro 15 giorni dall'approvazione della delibera, per assicurare un'applicazione omogenea delle progettualità incentivanti, verrà costituito un gruppo tecnico regionale, che entro 60 giorni dalla sua costituzione dovrà procedere alla definizione di un accordo in merito agli importi destinati al finanziamento dei progetti.
le reazioni
Soddisfatta l'assessora regionale alla salute Stefania Saccardi: «Questi provvedimenti vanno oltre il periodo delle ferie, così riusciremo a coprire il fabbisogno di personale in emergenza urgenza». E il presidente della commissione sanità del consiglio regionale Stefano Scaramelli (Pd): «Priorità e velocità di attuazione. Sono questi i criteri seguiti, anche indicati da noi, per gestire il sistema di emergenza urgenza ora in affanno».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
