Sicurezza
Vendevano la figlia per vivere Genitori presenti agli incontri
Accadeva che soprattutto la madre assistesse ai rapporti che la ragazzina era costretta ad avere con gli uomini oggi imputati per violenza su minore
PISA. Avevano provato a “fare quadrare” il bilancio familiare in vari modi. Il padre in passato era stato indagato per avere messo su una tentata truffa. Alla fine la coppia, abituata a consultare maghi e fattucchiere, per affrontare la vita di tutti i giorni, ha venduto la figlia di 13 anni. Gli orchi erano in casa, erano le persone che avrebbero dovuto aiutare la figlia a crescere in maniera serena e che, invece, stando a quanto è emerso, non solo la spingevano verso il baratro ma in alcune occasioni, in particolare la madre, erano presenti agli incontri.
C’è un contesto di profondo disagio dietro la storia della 13enne che i genitori facevano prostituire con due adulti, per ottenere in cambio regali e ricariche telefoniche. I genitori dell’adolescente, che nel frattempo è stata data in affidamento e allontanata dalla casa familiare, sono accusati di sfruttamento della prostituzione e i due uomini, abituati a frequentare la loro casa, sono imputati per violenza sessuale su una minore di 14 anni. Le indagini, affidate alla Squadra Mobile di Pisa, sono state coordinate dal pm della Dda di Firenze Eligio Paolini e i fatti risalgono al 2013. L’inchiesta portata avanti con vari accertamenti e intercettazioni, è iniziata dopo la telefonata di un 60enne, che per gelosia voleva far accusare l’altro cliente.
Ma prima ancora i vicini – la triste storia è avvenuta in un paese della provincia dove non è facile sfuggire alla curiosità – avevano notato che nell’appartamento della coppia c’erano spesso persone estranee alla famiglia. E avevano notato gli atteggiamenti singolari dei clienti, il pensionato pisano, che ha 69 anni, e dell’altro imputato, originario di Gioia Tauro, che ha 55 anni. Tant’è che gli anomali comportamenti dei genitori e le frequentazioni nell’appartamento erano state segnalate ai carabinieri del paese, intervenuti in alcune circostanze. In particolare in un’occasione era stata segnalata l’auto di uno dei due clienti, il quale si aggirava con fare sospetto nei pressi del palazzo dove la famiglia abita. Una pattuglia era intervenuta e aveva identificato il conducente poi finito sotto inchiesta. Ma la bambina, da quanto è emerso, non aveva confidato segreti né manifestato disagi particolari. Considerava quegli uomini adulti come se fossero “fidanzatini”, non percepiva – così è stato spiegato – la situazione che stava vivendo. Lo riteneva quasi un normale stile di vita in quanto la madre, in più occasioni – e su questo di sarebbero alcune intercettazioni a dirlo – arrivava perfino a suggerirle come portarsi con i due uomini. Così come il disagio dell’intera famiglia non era stato intercettato dai servizi o dagli stessi parenti che oggi seguono la giovane.
La madre aveva contattato uno dei clienti, quello che vive nel Nord Italia su Facebook e gli aveva proposto gli incontri con la figlia. La bambina è stata affidata dal tribunale dei minori a una struttura protetta, poi, una volta diventata maggiorenne, è andata a vivere da alcuni parenti. E di recente ha potuto incontrare anche se con tutte le cautele necessario i suoi genitori. –
Sabrina Chiellini
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