Il Tirreno

Toscana

Sette piani in vendita: addio regno dei mobili ma qualcuno si sta riconvertendo

Andreas Quirici
Sette piani in vendita: addio regno dei mobili ma qualcuno si sta riconvertendo

Il Consorzio dell’export ha aperto uno showroom “moderno” per rispondere alla profonda crisi della produzione classica

5 MINUTI DI LETTURA





Ci sono simboli inequivocabili della decadenza del mobile pisano di Ponsacco e Perignano. La Mostra del Mobilio, un grattacielo di sette piani ormai chiuso da un paio d’anni e messo in vendita dall’ente proprietario. E il viale delle mostre dove in tante vetrine campeggia la scritta “affittasi” mentre in alcuni casi sono spuntati mercatini dell’usato o concessionarie d’auto. Due immagini eloquenti di quella che, in passato, è stata la zona dove trovare tutto per la casa.

Ma non basta osservare da lontano questi due emblemi per capire cosa stia succedendo a un settore che ha dato ricchezza a intere generazioni. Se un tempo i mobili di Ponsacco erano il top per qualità e stile, mentre a Perignano c’erano le mostre di arredamento con i marchi più importanti, oggi quello stile classico non funziona più e le aziende rimaste in attività stanno virando sul moderno e sul contemporaneo. Mentre la vicinanza dell’Ikea di Pisa ha relegato via Livornese Est a essere quasi una strada qualunque, nonostante la presenza di rivenditori di alto livello o di griffe come Edra o di punti di attrazione come PoltroneSofà. «È in atto un cambiamento radicale che, però, non è indolore – dice Donatella Turini, direttrice del consorzio di export Gimo di ritorno dal Salone del mobile di Milano – Quando la produzione era prevalentemente improntata al classico, il prodotto era l’elemento a cui ruotava tutto. E non esistevano i rinnovamenti delle collezioni troppo ravvicinati. Ora, invece, queste linee non vanno più e tutto è orientato al moderno e al contemporaneo. Ma per questo occorre stare al passo con le tendenze, affidarsi a design diversi da quelli abituali, trovare fornitori sul territorio che non si conoscono. Per non parlare della ricerca dei materiali. Insomma, è tutto un altro mondo».

A sentire parlare Turini viene da pensare che questo processo in atto arriva in ritardo rispetto ai movimenti del mercato. «In effetti è così – aggiunge l’operatrice del settore – ma pensiamo alle piccole aziende che sono andate avanti per una vita facendo più o meno le stesse cose. Ora devono rivoluzionare tutta la loro attività e non sempre sono in grado di sostenere questi sforzi dal punto di vista economico. Molte sono in grosse difficoltà. Ma, per fortuna, c’è anche chi esplora nuovi mercati, visto che la Russia si è fortemente ridimensionata, mentre fino a pochi anni fa rappresentava lo sbocco prevalente dei mobili ponsacchini».

Il moderno e il contemporaneo sono il must attualmente. E tutti tra Ponsacco e Perignano ci si sono buttati a capofitto. I segnali incoraggianti, comunque, non mancano. L’altro consorzio di export di questa zona, il Ciac, ha creato uno showroom dove mostrare prodotti legati a questo stile con ottimi risultati. Ed è continua la ricerca di canali dove inserirsi per fare breccia in mercati come quello cinese o statunitense.

I numeri delle esportazioni del 2018, diffusi dalla Camera di Commercio di Pisa, parlano di un +1,5% del mobile pisano, grazie proprio alla Repubblica popolare. E ci sono segnali che lasciano intravedere un minimo d’ottimismo per il futuro. Anche se è consapevolezza di tutti che gli anni d’oro difficilmente torneranno. «Gli imprenditori non si arrendono – dice Mirko terreni, sindaco di Casciana Terme Lari di cui fa parte Perignano – Le mostre di mobili hanno andamenti altalenanti, a seconda del prodotto, con quelle che fanno parte della fascia del lusso che, inevitabilmente, sentono meno gli effetti della crisi e della concorrenza di aziende come Ikea. Chi fa produzione, invece, sta cercando di rinnovare l’attività con nuovi articoli. Di sicuro, via Livornese Est è un simbolo di quello che è stato Perignano su cui vogliamo investire». E così, tra promesse di riqualificazione della strada e adeguamento delle infrastrutture, anche informatiche, della vicina zona industriale del paese, spunta un piano di lottizzazione per la costruzione di due capannoni. «Uno dei due sarà occupato da un’azienda di logistica – aggiunge il sindaco – È chiaro che si tratta di un insediamento che ha poco a che fare con i mobili. Ma una proposta di questo genere mancava a Perignano da dieci anni».

Le amministrazione comunali possono dare impulsi, ma è il mercato che poi fa il bello e il cattivo tempo. Sul fronte ponsacchino, la sindaca Francesca Brogi punta a spostare il museo del legno dalla Mostra del Mobilio in un locale commerciale sfitto del centro. «Qui inseriremo anche laboratori per corsi di formazione di artigiani e artisti del mobile – dice la sindaca – con l’idea di ampliare anche l’offerta se arriveranno le giuste proposte. Sono tentativi di stimolare il territorio e di mantenere la memoria di quello che Ponsacco ha rappresentato per il comparto dell’arredamento. Ma poi devono essere gli imprenditori a caratterizzare le loro aziende con le giuste proposte. Anche se devo ammettere che, visitando il Salone del Mobile di Milano, ho avuto riscontri di soddisfazione da parte delle nostre aziende. Il classico, ormai, è portato avanti da poche realtà, la quali ci dicono di avere comunque un buon mercato. E chi si sta affacciano al moderno e al contemporaneo vede arrivare qualche frutto positivo, dopo tanti sforzi fatti negli ultimi tempi».

«Bene il prodotto – dice ancora Turini – Ma poi bisogna comunicare ai clienti e sviluppare il marketing, dando alle imprese anche un’immagine diversa». In attesa che tutto questo accada, ciò che si vede è un grattacielo con la scritta “vendesi” e una strada con tante vetrine in cui dilagano i contatti delle agenzie immobiliari.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa