Gioco
Notre Dame, il dolore di tutti noi per quel fuoco che riduce in polvere una storia millenaria
Attoniti davanti alla tv, chiedendosi «ma quando arrivano i pompieri?». Lo sgomento di un continente per la distruzione di un suo simbolo
Gli schermi trasmettono in tutto il mondo quello che sta succedendo a Notre Dame, a Parigi, ma non si può vedere chiaramente la scena; nemmeno lo sguardo riesce a restare fermo. Quegli angoli slanciati verso il cielo, quei mostri di pietra, avvolti dal fumo, ci afferrano con troppa forza, con troppa forza ci scuotono. Incredibile. Assurdo. Impensabile. Una sera tranquilla, pochi giorni prima di Pasqua. Leggendo le ultime cose, controllando le notizie di fine giornata. E poi, d’improvviso, il colpo che risuona come un terremoto. Entra nel petto. La Cattedrale di Notre Dame è in fiamme. Ma come è possibile? Come può essere successo?
Si corre subito sulla Bbc, a guardare le riprese in diretta. La zona dell’abside della grande Cattedrale gotica era in restauro, completamente stretta dentro le impalcature che arrivavano fino al tetto, fino alle guglie. È certamente tra quelle impalcature che le prime scintille sono sprizzate. Tardi, a dir la verità, per un incendio spontaneo in un cantiere aperto. Verso le 19 della sera. Poi il vento piuttosto forte, teso, lo stesso della strada qui sotto, ha stretto il fuoco e l’ha portato in giro lungo i tetti, le volte, tutta la parte posteriore dell’edificio. Lo vediamo proprio ora, qui davanti a noi, mentre tutto intorno si muove. Le fiamme rosse, abbaglianti, stanno divorando il dorso della chiesa. Il fumo copre tutto. Ma dove sono quegli aerei che intervengono subito negli incendi, per gettare acqua in grandi quantità dall’alto? Dove sono in Canadair? E i pompieri? Le voci dagli schermi dicono che ci sono almeno 100 vigili del fuoco in azione. Ma non si vedono.
Parigi brucia. Non è solo la grande capitale del secolo della conversazione, della luce, con il fuoco nel cuore. È tutta l’Europa. Quel fuoco assurdo, che trasforma la storia in polvere, in un’oscura magia, è qui, nei cuori di ognuno. Le voci che devono commentare le immagini non hanno più parole. Non sanno bene cosa dire. Neppure cosa pensare. Continuano a rileggere i messaggi ufficiali, la sindaca di Parigi, il Presidente di questo, il Primo ministro di quello. Nel tumulto, altre immagini emergono dalla memoria. Dall’inizio del nuovo millennio, che sembra ormai così lontano, così vicino. Anche lì una grande capitale. Fiamme incredibili che avvolgono, anche lì, grandi torri verso il cielo. Fumo oscuro che inghiotte ogni cosa visibile. E tutto l’assurdo che è sprigionato da quelle fiamme. Dopo. Tutto il rumore, il sangue, la violenza. Il caos. Che ancora dura. Notre Dame brucia. Brucerà, temiamo, per gran parte della notte ancora. Poi ci sarà da ricostruire. Ma il cuore, lo spirito dell’edificio, del mondo che lo ha creato, resterà cenere, incandescente, fino alla fine di tutto.
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