Il Tirreno

Toscana

progetto Life + Reason for Hope 

E l’ibis eremita da Orbetello sta migrando in Baviera

Jeanne Perego
E l’ibis eremita da Orbetello sta migrando in Baviera

Reintrodotto dal 2014, ora gli esemplari sono un centinaio Svernano in laguna, poi vanno a riprodursi al nord Ma qualcuno non si muove più

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ORBETELLO. Andiamo, è tempo di migrare. D’Annunzio ci scuserà se prendiamo in prestito i suoi versi per fotografare la situazione attuale degli ibis eremita che, dall’inizio del progetto europeo “ Life + Reason for Hope” nel 2014, vengono a svernare in Toscana all’Oasi Wwf della Laguna di Orbetello. Per gli esemplari adulti della specie a rischio di estinzione, anzi già sparita in Europa nel 1600, è arrivato il momento di prendere il volo verso le aree di riproduzione in Baviera e nel salisburghese, seguiti minuto per minuto dai biologi responsabili del progetto, grazie ai Gps che portano sul dorso. In realtà, e forse la causa va cercata nel cambiamento climatico che confonde le idee a molte specie animali, qualcuno al Nord ci è arrivato da tempo. Per esempio Luna, che ha stupito tutti presentandosi in Austria nella prima settimana di marzo, dopo una sosta, chiamiamolo un pit stop, a Vipiteno.

In Baviera, a Burghausen, nella sua area di riproduzione , il 16 marzo è arrivato anche Jazu, che ha attraversato le Alpi volando a tempo di record. L’uccello era partito da Tassignano, poi dopo una veloce sosta a Sarzana e due giorni di riposo a Bassano del Grappa è decollato verso la sua destinazione finale, dove ora attende la sua compagna. «Gli ibis eremita sono una specie rigorosamente monogama-spiega Nicoletta Perco, naturalista ornitologa che è la parte italiana del management del Waldrappteam che coordina il progetto- è sempre la stessa coppia a riprodursi, anche se poi durante l’anno non fanno quella che noi immaginiamo come vita di coppia, non è detto ad esempio che svernino insieme nello stesso posto». Tutti gli ibis trascorrono, infatti, i primi due inverni a Orbetello, dove restano fino a che non raggiungono la maturità sessuale, poi possono prendere decisioni diverse per quanto riguarda il luogo dove vogliono passare i mesi freddi. «Salvo vadano in zone ad alto tasso di bracconaggio -spiega Johannes Fritz, il biologo austriaco a capo del progetto- li lasciamo fare, devono vivere secondo il loro istinto naturale».

E l’istinto a quanto pare dice a Donatello di restare nella zona di San Vincenzo, Campiglia e Piombino. È dal mese di dicembre che si è innamorato del golfo di Baratti. Un po’ come da anni ha fatto Idefix, che, però, ha preso la residenza sul Gargano. «Gli esemplari esistenti sono 102 -continua Fritz- prevediamo che entro i prossimi mesi nelle due aree riproduttive ne arriverà una trentina pronti a riprodursi, l’anno scorso sono stati 21. In seguito arriveranno anche alcuni esemplari “subadulti”. A Orbetello, invece, attualmente c’è una cinquantina di ibis giovani che non hanno ancora l’istinto di volare verso il nord per andare a riprodursi». Qualche ibis in fase di migrazione se la sta prendendo comoda facendo qualche giorno di vacanza nel veronese, in provincia di Udine e di Ferrara. Peter, Nova, Vittorio e Francesco sono appena giunti a destinazione, e in Baviera c’è già stato un lieto evento: nel nido è comparso l’uovo della coppia Jack e Ayla.

 

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