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Pistoia 

«Punizione troppo severa» I bulli denunciano la preside

Paolo Nencioni
«Punizione troppo severa» I bulli denunciano la preside

Il legale di due studenti che avevano umiliato la 15enne ubriaca dopo l’assemblea presenta un esposto per abuso dei mezzi di correzione : «Sospensione eccessiva»

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pistoia. Avevamo tutti creduto che i bulli fossero i sette studenti del liceo artistico Petrocchi di Pistoia sospesi per essersi presi gioco di una loro compagna quindicenne che il 28 marzo si ubriacò durante un’assemblea alla Cattedrale ex Breda. Invece, secondo l’avvocato romano Fabio Maria Galiani e i genitori di almeno tre degli studenti sospesi, i veri bulli sono la preside del liceo Elisabetta Pastacaldi e la sua vice, “colpevoli” di non aver consegnato ai genitori copia del provvedimento di sospensione ma soprattutto di aver esagerato con la punizione, ritenuta troppo severa (quattro studenti sono stati sospesi fino al termine dell’anno scolastico, compresa la quindicenne, e altri quattro per 30 giorni).

Ieri mattina l’avvocato Galiani, che assiste i genitori di due studenti quattordicenni della scuola di Quarrata, ha depositato in Procura un esposto denuncia nel quale ipotizza l’abuso d’ufficio e l’abuso dei mezzi di correzione.
 

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Nel corso di una conferenza stampa a Quarrata, il legale ha spiegato di essere andato mercoledì al liceo Petrocchi a chiedere copia dei provvedimenti di sospensione per poterli impugnare ma di essersi sentito rispondere che non era possibile perché la preside non c’era e perché i provvedimenti non erano stati ancora firmati dal presidente del consiglio di istituto. Ieri è tornato e gli hanno detto che i documenti erano firmati ma che non potevano comunque essere consegnati.

I genitori hanno ricevuto delle mail nelle quali si comunica la sospensione, ma confermano di non essere in possesso delle motivazioni (che comunque sono state dette a voce durante i consigli di classe). Ma al di là della forma, i genitori e l’avvocato Galiani contestano la sostanza delle sanzioni, secondo loro troppo severe. «Bullismo di ritorno» le definisce senza mezzi termini l’avvocato Galiani, perché i due quattordicenni di Quarrata si sarebbero limitati ad assistere alla scena della quindicenne stesa a terra mentre altri la prendevano in giro e le mettevano dello scotch sulla bocca, sulla fronte e sulle gambe. «Se hanno fatto solo questo - dice Galiani - se cioè la loro unica colpa è di non aver chiamato subito gli adulti, allora non hanno bisogno di essere rieducati». —

Paolo Nencioni
 

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