Italia
Un caso di tubercolosi in una scuola primaria Scattata la profilassi
Bagno a Ripoli. Caso di tubercolosi in una scuola elementare. Oggi, però, il bambino o la bambina della scuola Padule di Bagno a Ripoli sta bene. La tubercolosi è presentata in forma lieve e non c'è stato bisogno del ricovero al Meyer. Il rischio di contagio è basso. Ma in settimana scattano i test denominati “intradermoreazione di Mantoux” per effettuare il controllo epidemiologico nei contatti stretti. Ciò significa che saranno sicuramente sottoposti al test Mantoux i compagni di classe e i genitori. Le lettere alle famiglie sono già state inviate.
È quanto comunica la Asl Toscana Centro. Il caso di tubercolosi è stato segnalato sabato 6 aprile, mentre lunedì 8 aprile il personale sanitario di Igiene e Nutrizione di Firenze, i medici del Meyer, il personale del Comune di Bagno a Ripoli e la preside della scuola hanno indetto una riunione con genitori, personale docente e non, per spiegare le motivazioni e le modalità del controllo. Attenzione però. «Qualora uno soggetto dovesse risultare positivo – dice la nota stampa della Asl -, tale positività non equivale ad una diagnosi di tubercolosi, ma significa che si è venuti in contatto, nel corso della propria vita, con il batterio tubercolare». Così saranno proposti esami di secondo livello (radiografia del torace e visita infettivologica) solo ai bambini o agli adulti che risulteranno positivi al test. Gli esami saranno svolti all’ospedale Meyer - Malattie Infettive Pediatriche per i bambini e per gli adulti presso i presidi ospedalieri della Asl. Tutto gratuitamente. Il caso di tubercolosi preoccupa il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana Marco Stella (Fi): «Il caso di Bagno a Ripoli ripropone il tema della necessità di una maggiore e più capillare profilassi sanitaria per tutti i soggetti a rischio. Nel caso in questione di tratta di un piccolo paziente con tubercolosi a bassa contagiosità, ma in altri casi registrati le possibilità che il contagio si espanda sono state altissime, e occorre per questo intervenire per tempo».
Samuele Bartolini
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