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Morosini, annullata la condanna ai medici Rischio prescrizione

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LIVORNO. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila del febbraio 2018 nella quale erano state confermate le condanne ai medici sociali del Livorno Manlio Porcellini e del Pescara Ernesto Sabatini, e al medico del 118 di Pescara Vito Molfese, per la morte del calciatore del Livorno Piermario Morosini deceduto durante Pescara-Livorno il 14 del 2012 ad appena 26 anni.

I tre medici erano stati condannati per omicidio colposo a otto mesi i primi due e ad un anno di reclusione il terzo. La Corte ha disposto un nuovo processo presso la Corte d’Appello di Perugia. Ma adesso, oltre la nuovo processo, c’è anche il rischio che il contestato ai tre imputati cada in prescrizione visto che il termine scade tra appena sei mesi.

Gli avvocati Massimo Girardi e Gabriele Rondanina che difendono il medico amaranto spiegano che «al momento non sono disponibili le motivazioni della sentenza», ma che l’opposizione dei legali dei tre medici, tra i quali anche l’avvocato Alberto Lorenzi di Pescara che segue il dottor Molfese, «era stata ampia e verteva sull’intero complesso della sentenza aquilana».

Tra queste soprattutto la responsabilità dei medici sull’uso del defibrillatore – nonostante se ne contassero due sul terreno di gioco ed un terzo a bordo di un’ambulanza – il cui uso secondo una perizia avrebbe forse potuto dare qualche chance in più di vita al giocatore. E soprattutto l’avverbio «immediatamente» usato nelle motivazioni della sentenza di Appello quando – secondo i legali – prima di usare il defibrillatore era necessario accertarsi che la crisi del giocatore fosse cardiocircolatoria. —

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