Gioco
Enrico Rossi rimuove Monica Calamai dalla direzione regionale della sanità
"Troppe voci di un suo incarico in altre regioni". Così il governatore della Regione Toscana ha motivato la scelta di sostituire la dirigente con un nuovo corso professionale in Regione e alla guida delle Asl. Al suo posto arriva Carlo Tomassini, già direttore dell’azienda ospedaliera universitaria pisana
FIRENZE. L’idillio è finito. È durato poco più di un anno. Monica Calamai, super dirigente della sanità toscana viene licenziata dal governatore Enrico Rossi. E viene sostituita su due piedi dal dottor Carlo Tomassini, già direttore dell’azienda ospedaliero universitaria pisana. Pensare che a gennaio 2018 per portarla al vertice della sanità regionale, Rossi aveva sfiorato l’incidente politico e istituzionale. Aveva, di fatto, formalizzato la nomina di Monica Calamai a capo della Direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale prima ancora che fossero chiusi i termini per la presentazione delle domande.
Poi il caso era rientrato e tutti erano sembrati felici e contenti. Fino a poco tempo fa. Sembra, infatti, che Rossi non abbia gradito la voglia di "fuga" della sua dirigente verso altri lidi. In particolare verso il Lazio di Nicola Zingaretti. Calamai ha risposto al bando pubblicato dalla regione così come una cinquantina di altri manager della sanità in Italia, e lo stesso aveva fatto con un concorso bandito dall'Umbria, sbagliando però la compilazione dei moduli. Ma aveva sempre smentito la volontà di abbandonare la Toscana. In fondo è sempore stata una fedelissima di Rossi, è la manager a cui il governatore ha affidato ruoli chiave nel corso del ventennio in Regione. Da medico a Grosseto, poi Calamai ha ricoperto ruoli dirigenziali ad Arezzo, è stata a capo dell'Asl di Livorno, da lì l'ha portata a Careggi e, quando l'esperienza di Saccardi è sembrata troppo evanescente in una sanità minata da liste d'attesa sconfinate e la difficile transizione di un sistema passato da 12 a 3 Asl, la lady di ferro della sanità toscana è approdata in Regione. Non senza scossoni. Ma ora, visto che le chiacchiere sulle sue (presunte) dimissioni sembra che assorbissero troppe energie, Rossi ha deciso di chiarire la situazione.
Così il 10 aprile ha annunciato la risoluzione del contratto, l'11 ha firmato il decreto di revoca: «La ragione di questa decisione - scrive Rossi - si fonda sul fatto che da tempo si susseguono notizie e voci relative alla volontà della dottoressa Calamai di cessare il proprio rapporto di lavoro con la Regione Toscana per accettare nuovi incarichi in altri enti fuori dalla regione. Il rincorrersi delle notizie, nonostante le smentite, ha determinato una situazione di incertezza e ha minato l’autorevolezza e l’affidabilità degli atti e delle strategie della direzione del dipartimento nei confronti dei dirigenti del sistema sanitario regionale e dei funzionari della direzione stessa, nonché degli attori della sanità regionale». In realtà, il team del dipartimento si sarebbe via via sfilacciato, minato da un clima di rasegnazione innescato da una dirigente con un carattere forte, ritenuta da molti poco incline alla condivisione.
La stabilità in un ruolo così delicato - continua Rossi - è garanzia di governabilità del servizio. Poi ringrazia Monica Calamai per il lavoro e i «risultati importanti» ottenuti dal dipartimento. In realtà, la soddisfazione per i risultati è relativa. Ed è indicativo, su questa scelta, anche il silenzio dell’assessora regionale alla Sanità, Stefania Saccardi. Rossi, però, non si ferma: «Sono dispiaciuto - aggiunge - ma ritengo di aver fatto ciò che è nei miei doveri e nelle mie competenze (per legge). Domani firmerò l’atto e procederò alla nomina di Carlo Tomassini che ci accompagnerà fino alla scadenza del mandato».
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