Il Tirreno

Toscana

Hai 4 milioni? Puoi comprarti Cerboli

di Luca Centini

Esposto dei Verdi a due ministeri: tra i beni ambientali in offerta sui siti immobiliari anche il gioiello del nostro arcipelago

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In fondo bastano 4 milioni di euro. Una cifra ragionevole, se si vuole mettere le mani su un’isola gioiello nel cuore dell’arcipelago toscano. Cerboli, uno degli ultimi lembi selvaggi del Mediterraneo è di nuovo in vendita. Ma il confine tra un sogno accessibile per chi – beato lui – ha qualche milioncino da spendere e un esotico pacco, sullo stile di Totò che vende la fontana di Trevi, è molto sottile. Cerboli è una riserva integrale. Un posto in cui non si può neanche mettere piede, in assenza di un nullaosta del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano.

L’esposto

A riportare l’attenzione sulla messa in vendita dell’isolotto, 0,04 chilometri quadrati arroccati nel mare tra Piombino e l’Elba, nel comune di Rio, è stato il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, che ha presentato un esposto al ministero dell’Ambiente e a quello dei Beni Culturali per segnalare gli annunci sui siti di agenzie immobiliari internazionali e nazionali relativi alle isole italiane in vendita. E in effetti c’è l’imbarazzo della scelta, da Capo Passero in provincia di Siracusa, all’isola di Santa Maria di fronte a Marsala, fino all’isola delle Femmine, in provincia di Palermo. «Su alcuni siti ci sono annunci per la vendita di prestigiose isole, gioielli ambientali – segnala Bonelli – Alcune hanno una finalità esplicita come quella di realizzare trasformazioni urbanistiche, e in altri casi i progetti che sono dietro le proposte di acquisto sono avvolte da assoluto riserbo». Ebbene, tra le isole in vendita c’è anche la piccola montagna che si vede dal traghetto per l’Elba, tanto cara allo scrittore Carlo Cassola che ne fu proprietario.

L’isola privata

In realtà non è la prima volta che Cerboli viene messa in vendita e finisce al centro di interessi speculativi. Proprio da un dossier di Legambiente sulla vendita del piccolo isolotto, dove un vorticoso giro di società italiane e offshore voleva costruire all’inizio dagli anni Duemila un porticciolo, una pista di atterraggio per elicotteri e un resort di lusso, scattò l’inchiesta giudiziaria di Elbopoli, che portò a numerosi arresti eccellenti. Nel 2008 la società proprietaria Livingston provò di nuovo a mettere in vendita l’isola a un prezzo tra i 10 e i 20 milioni di euro in una fiera di agenti immobiliari di beni di lusso in scena a Pistoia, salvo poi essere fermata dalla Regione, il Parco e il Comune di Rio nell’Elba che inserirono lo “scoglio” tra le zone A del Parco. In altre parole? Una riserva integrale, dove ogni iniziativa urbanistica è proibita. «La vendita? È come acquistare il nulla», spiega Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente per le isole minori.

Affare in salita

Piazzare Cerboli, insomma, è quasi impossibile. Anche perché sull’isola non è previsto alcun allentamento dei vincoli. «Si tratta di un bene privato che può essere venduto – dice il sindaco del Comune di Rio, Marco Corsini – ma, sia chiaro, il nostro Comune non intende in alcun modo favorire questa operazione. Dico solo che sono sindaco da nove mesi e nessuno è venuto a parlarmi di Cerboli». L’isolotto selvaggio non ha una spiaggia, né un attracco. Ospita una torretta edificata dagli Appiani, mentre i suoi abitanti sono i gabbiani, alcuni esemplari di marangone dal ciuffo, una lucertola autoctona e una specie endemica di palma nana. Insomma, non proprio un investimento per chi ama resort e discoteche.

Il caso Budelli

Ma gli affari sono affari. E anche quelli che sembrano impossibili, talvolta, possono avverarsi. Nel 2015, infatti, il magnifico isolotto di Budelli, oasi di sabbia finissima di colore rosa nell’arcipelago della Maddalena, fu acquistato da un facoltoso neozelandese alla “modica” cifra di 2.940.000 euro. Anche in quel caso, però, il flop era dietro l’angolo: l’imprenditore acquistò un bene di fatto non utilizzabile e nel 2016, dopo una tormentata battaglia legale, il passaggio di proprietà venne vanificato dal tribunale fallimentare di Tempio, che assegnò l’isola al Parco nazionale di La Maddalena. —

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