Sicurezza
«Ho fatto sesso con lui, aveva 14 anni»
Nell’interrogatorio la 31enne conferma che la relazione con il ragazzino da cui ha avuto il figlio non è iniziata alle medie
PRATO. È durato due ore l’interrogatorio della donna di 31 anni arrestata la scorsa settimana con l’accusa di atti sessuali con minore e violenza sessuale per aver avuto una relazione con un ragazzo che oggi ha 15 anni e dal quale, ad agosto 2018 , ha avuto un figlio. L’operatrice socio sanitaria, difesa dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, ieri ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari Francesca Scarlatti. Al momento resta ancora agli arresti domiciliari. Al termine dell’interrogatorio di garanzia, finito alle 12, 30, i legali della donna hanno detto che la loro assistita è stata collaborativa con il giudice e ha risposto alle domande, confermando la sua prima versione dei fatti fornita davanti al pm. La donna avrebbe negato di aver avuto rapporti sessuali con il minore fino al compimento del suo quattordicesimo anno di età.
«La signora – evidenzia l’avvocato Nistri – ha offerto nuovamente tutta la collaborazione necessaria per chiarire la verità dei fatti e immagino ci sia stata la comprensione dei fatti ancor meglio di quanto sapevamo da parte del giudice e dei pubblici ministeri. Adesso confidiamo nell’udienza del Tribunale del Riesame che si immagina venga fissata per la prossima settimana, non oltre per procedura. Intanto, proseguiamo nella difesa». Al momento, come detto, l’indagata resta ancora ai domiciliari.
«Oggi – spiega l’avvocato Alfano – non abbiamo presentato richiesta di revoca o di attenuazione della misura cautelare perché ritenevamo che non fosse né il momento né la sede più opportuna. Questo – aggiunge – era il momento per la signora di chiarire la propria posizione e di chiarire la vicenda. E lo ha fatto». «La nostra richiesta di riesame – aggiunge l’avvocato Nistri – non è strumentale e non è un’attività difensiva dovuta è fatta perché ci crediamo e perché i presupposti possono portare ad un riesame della misura».
L’avvocato Alfano tiene anche a precisare: «Dobbiamo avere rispetto dei soggetti coinvolti e dunque anche dei minori – dice – Quindi non facciamo alcun tipo di dichiarazioni su quella che è l’entità delle circostanze riferite dalla signora. Perché i soggetti coinvolti sono minori e dobbiamo aver rispetto anche della riservatezza delle condotte che vengono contestate. La signora ha chiarito, e non ha modificato, la propria versione linearmente rispetto a quelle che erano stato le sue dichiarazioni davanti al pm. Ha continuato su quella stessa linea e ha fornito ulteriori spiegazioni richieste dal gip». Secondo l’ordinanza del Gip, che ha disposto gli arresti domiciliari, la donna aveva spiegato al pm che il ragazzo era innamorato di lei e che la avrebbe voluta vedere più spesso «per coltivare il nostro rapporto».
La donna si presentò spontaneamente in tribunale l’’11 marzo per rilasciare le sue dichiarazioni e pochi giorni dopo i sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli hanno chiesto l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Su richiesta della procura Il minore coinvolto nel fatto verrà sentito in maniera protetta in fase di incidente probatorio, senza che il ragazzino debba essere risentito in aula. Il procuratore della Repubblica di Prato Giuseppe Nicolosi ha presentato al gip la richiesta di incidente probatorio per cristallizzare le dichiarazioni del quindicenne.
Sotto inchiesta è finito anche il marito della donna, con l’ipotesi di reato di alterazione di stato, con riferimento alla falsa dichiarazione di paternità per il bimbo, nato l’anno scorso, che la moglie ha avuto dal ragazzino. La Procura è intenzionata a chiedere il giudizio immediato, saltando l’udienza preliminare. —
Giovanni Ciattini
Azelio Biagioni
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