Sicurezza
Caso Forza Nuova a Prato, parla Sandro Veronesi: «C’è un rigurgito nero, chi governa lo incoraggia come chi volta le spalle»
Lo scrittore pratese avverte come una "ferita profonda" questa iniziativa nella sua città: "Sbaglierò, ma non ricordo nulla di simile. Da quando sono in vita credo sia la prima volta che si celebrano i Fasci littori». Ma invita a non cedere alle provocazioni: "Lasciamoli manifestare, non fomentiamo i violenti"
L’intervista
«Sbaglierò, ma non ricordo nulla di simile. Da quando sono in vita credo sia la prima volta che si celebrano i Fasci littori». E il fatto che Forza Nuova abbia scelto Prato, dice Sandro Veronesi, è per la sua città un «morso, una ferita profonda». Lo scrittore domani sarà a Prato. Ci sarebbe stato comunque: alle 12 presenta al Caffè Bacchino il suo ultimo libro Cani d’estate sul caso Diciotti e The Panters – Ora basta!, il libro collettivo scritto a più mani dagli ex militanti della Pantera. E come il movimento studentesco nato nel 1989 vorrebbe che gli antifascisti sfilassero nel contro corteo pacificamente. «Io ci sarò, ma mi auguro che la Prato antifascista reagisca in maniera esemplare: teniamo fuori i facinorosi, non scodelliamo loro la pappa pronta, lasciamoli manifestare, poi la Corte costituzionale stabilirà se potevano o meno».
Veronesi, che pensa dell’ok di prefettura e questura?
«So che i forzanovisti hanno usato un sotterfugio, sostenendo di aver organizzato una manifestazione di sostegno alle politiche dei porti chiusi».
Sì, ma i riferimenti sono evidenti...
«Ed è da mo’ che lo dico: c’è una deriva in tutto l’Occidente che non viene registrata. Anzi, c’è chi ti ride in faccia se denunci un rigurgito fascista. Ma cosa deve succedere di più? È una deriva incoraggiata da chi sta al governo, può darsi vada bene agli italiani, ma io c’ero due anni fa e 50 anni fa, e nessuno ha permesso si celebrassero i Fasci».
Non è una coincidenza.
«Non credo ci fosse trippa per gatti, prima. È come uno che continui a dire “No, io non credo agli zombie” e intanto gli stanno mangiando un piede. Non mi sorprende che i fascisti neghino di esserlo, mi sorprende e mi indigna che tanta gente libera e antifascista dica, “ah, non siate fanatici, non agitate spettri inesistenti”. Valla a fare 50 anni fa una manifestazione così a Prato. La città avrebbe detto “Qui no”. Invece ora è possibile. Salvini sarà addirittura il volto presentabile, ma il problema è che lo zoccolo duro dei suoi sostenitori è quello. Lo dimostra la forza di penetrazione della Lega al Sud, da sempre la zona con il tasso più alto di nostalgici».
È la politica di Salvini ad aver riacceso la voglia di fascismo?
«Salvini sta solo sfruttando l’onda generata da Trump o Bannon. Non è stato lui a farla partire».
Chi è troppo timido contro questi rigurgiti?
«Tanti intellettuali e giornalisti che ad esempio hanno dato addosso a Michela Murgia per il suo pamphlet Istruzioni per diventare fascisti. Sollevava il problema, l’hanno trattata come una provocatrice».
Dicono che dividere il mondo fra fascisti e antifascisti sia anacronistico.
«Be’, sarebbe anacronistico se non ci fossero più, ma se ci sono! Ripeto, non ho memoria di una manifestazione come quella che ci sarà a Prato. Una città che ha pagato caro il prezzo del nazifascismo, ci sono state stragi, eccidi. Se non è questa una dimostrazione di un fenomeno di ritorno; se pensano che dir così faccia un favore a Salvini, allora Salvini mi ringrazierà, ma lo dico».
La tensione è molto alta.
«Voglio sperare che le forze dell’ordine siano in grado di tenere separati i cortei. La responsabilità penale è personale, e se ci dovessero essere problemi chi ha autorizzato la manifestazione avrà la sua parte di responsabilità. Ma siamo cauti nel condannare la manifestazione prima che si svolga, non fomentiamo i violenti».
Fn sfila contro i migranti. Lei lanciò un appello invitando gli intellettuali a salire sulle navi. Come è andata?
«Be’, da quel momento è nata una sensibilità che prima non esisteva. La Mare Jonio nacque lì. Certo, siamo in una fase di pre-civiltà. Ai tempi di Ulisse il naufrago veniva soccorso, anche se nemico. Siamo alla preistoria, governati da gente che non sa nulla del mare e se è andata per mare lo ha fatto col pedalò».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
