Il Tirreno

Toscana

le intercettazioni 

Il prof scomodo e i poteri forti «Vinca la figlia del massone»

M.L. - M.N.

Nelle carte il racconto   di come i vertici si accordano per escludere Oreste Gallo il docente diventato grande  accusatore di cattedropoli

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. «Gallo è una testa di ca... e basta! Prima si leva dai coglioni e meglio è per tutti». Non solo era una spina nel fianco, ma agli occhi di chi a Careggi pilotava cattedre e posti da professore a Medicina era chiaro che Oreste Gallo stesse diventando anche il grande accusatore del «sistema». Per questo l’associato di otorinolaringoiatria che con il suo esposto nel 2014 dà il via all’inchiesta sulla “cattedropoli” fiorentina andava tagliato fuori dalla spartizione. Per capirlo basta ascoltare Paolo Bechi, ex prorettore dell’area medica dell’università di Firenze e per il pmTommaso Colletta il grande manovratore della Cia, la Commissione di indirizzo e autovalutazione, l’organo del Dipartimento di chirurgia e medicina traslazionale di ateneo diventato lo snodo dell’indagine perché depositario di un potere cruciale: decidere quanti e quali posti mettere a concorso.

Per la procura, attraverso il controllo dei membri della commissione, Bechi (non destinatario di interdizione perché in pensione da ottobre) e i vertici di Medicina hanno organizzato «il pilotaggio dei concorsi» per favorire i «propri fedelissimi di reparto, i figli blasonati di medici universitari e ospedalieri, i raccomandati» e in un caso lo avrebbero fatto impedendo a Gallo di diventare ordinario. Lo si capisce proprio ascoltando Bechi, intercettato con un docente il 24 gennaio 2018. I due commentano il posto assegnato a Daniela Massi con uno dei concorsi che la procura crede essere stato deciso a tavolino. L’ex prorettore parla di Gallo come di uno «ingestibile»: «L’ordinario ad Anatomia è inutile ma se lo davi a Gallo era dannoso, gli ho dato l’associato e ci ha litigato a morte, l’abbiamo dovuto mettere in audiologia. Gli abbiamo dato una ricercatrice e ha cominciato a mobbizzarla». Poi Bechi ammette che sì, il terzo ordinario ad Anatomia «si poteva risparmiare» ma a cambiare i programmi sarebbero intervenute anche influenze esterne.

E racconta allo sconosciuto di aver ricevuto una telefonata di pressioni da un noto docente romano per promuovere proprio Gallo, ma poi il professore, dopo aver scoperto chi fosse l’altra candidata, avrebbe ritelefonato per correggere il tiro: «Mi dice “senti Bechi, ma io non avevo capito che l’alternativa a Gallo fosse la professoressa Massi! Perché se l’avessi saputo non ti avrei detto quelle cose! Perché io di Giamba Massi sono amico fraterno». Giamba è Giovanni Battista Massi, ex professore di ginecologia a Careggi e padre della Massi. «Dice “Andate a dritto! Mi raccomando! T’immagini Giamba Massi, capo della Massoneria fiorentina». Così Gallo «bisogna tacitarlo» si dice al telefono Bechi con Marco Santucci, ordinario di Anatomia patologica. Perché «non è che non sia scientificamente valido… ma roba da matti, gli specializzandi vanno tutti a Pisa perché con lui non ci vanno d’accordo». —

M.L. - M.N.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa