Il lutto
Dafne Caruana, testimone del nostro tempo: vi racconto l’intrigo che le è costato la vita
A Livorno un giornalista del The Times of Malta riassume l’intreccio di misteri e sospetti che ha portato all’assassinio della sua collega
Il 14 e 15 marzo a Livorno si è tenuto a Livorno il convegno “Le Città hanno un’anima-Voci e volti del Mediterraneo” organizzato dalla comunità di Sant’Egidio. Uno degli interventi più applauditi è stato quello di Manuel Delia, giornalista de “The Times of Malta”, il quotidiano più diffuso dell’isola. Al centro dell’intervento le ragioni che hanno portato all’omicidio di Daphne Caruana Galizia, sua collega al Times of Malta: la giornalista è stata fatta saltare in aria mentre stava conducendo un’inchiesta sulla corruzione e sugli intrecci tra affari e politica nell’isola. Di seguito pubblichiamo uno stralcio dell’intervento.
Il 16 ottobre 2017, alle 3 del pomeriggio, un’esplosione nelle vicinanze di un piccolo borgo (Bidnija) al centro di Malta uccise la giornalista più famosa dell’isola.
L’attributo “famosa” non può minimamente spiegare il ruolo che Daphne Caruana Galizia ricopriva nella società maltese al momento della sua morte. Raccontare la storia di Daphne Caruana Galizia e capire i motivi per cui è stata uccisa non può perciò essere semplicemente il risultato di un’indagine della polizia scientifica. Questa potrebbe condurci agli esecutori che hanno avuto un ruolo da svolgere nell’ultima fase della sua vita, ma non può aiutarci a collocarla nel quadro complesso della realtà. L’antagonista principale di questo dramma è l’attuale Primo Ministro di Malta, Joseph Muscat. Divenne capo del partito quando aveva 34 anni e poi Primo Ministro all’età di 39 anni.
Solo pochi mesi dopo le politiche del marzo 2013, Joseph Muscat guidò a Baku in Azerbaigian, una delegazione composta dal capo di gabinetto Keith Schembri e il suo ministro per l’energia Konrad Mizzi. Muscat conosceva il dittatore di Baku, Ilham Aliyev da tempo, dagli anni della cosiddetta diplomazia del caviale, quando Muscat era un parlamentare europeo e Ilham Aliyev incantava politici di serie B con la sua generosa ospitalità.
Le visite a Baku erano senza alcun preavviso. Escludevano qualsiasi funzionario permanente e anche la stampa. In seguito Konrad Mizzi si sarebbe intromesso direttamente, per costringere Malta a comprare combustibili dall’Azerbaigian, a prezzi più alti di quelli dettati dal mercato. Ha firmato anche un contratto con un’impresa che opera in campo energetico che poi avrebbe costruito la nuova centrale alimentata a gas. Un terzo di questa compagnia è proprietà della SOCAR, l’azienda di energia dello Stato azero. Un altro terzo appartiene a un conglomerato di aziende maltesi. L’amministratore delegato di questo conglomerato, Yorgen Fenech, possiede una società offshore a Dubai dal nome 17 Black.
I Panama Papers avrebbero rivelato che 17 Black e un’altra società offshore a Dubai di cui ancora non conosciamo il proprietario, avrebbero pagato 5.000 dollari al giorno – 1,8 milioni all’anno – a due società panamensi: Hearnville e Tillgate. Queste due società offshore erano state create nella stessa settimana in cui Muscat diventò Primo Ministro. I PanamaPapers avrebbero poi rivelato che Tillgate e Hearnville appartengono a Keith Schembri e Konrad Mizzi. Lo stesso giorno in cui Hearnville e Tillgate furono create, fu costituita una terza società offshore (Egrant). Il proprietario – descritto come più importante dei proprietari delle altre due società – è rimasto un mistero.
Un altro fatto rilevante accadde pochi mesi dopo le elezioni del marzo 2013. Malta promulgò una legge che permette al governo di vendere la cittadinanza maltese a miliardari, estranei al nostro Paese – che non hanno mai vissuto a Malta e nemmeno lo faranno in futuro – ma che hanno i loro buoni motivi per spendere una somma a sei cifre per un passaporto UE. Per gestire il programma fu nominato un operatore svizzero, dai modi garbati – Christian Kaelin – che si presenta al mondo come un liberatore che rompe le catene che reprimono le persone che vogliono essere liberi cittadini del mondo. Le persone povere e disperate a cui pensa sono gli oligarchi russi, gli sceicchi del petrolio saudita, i burocrati nigeriani e i magnati cinesi.
Avremmo scoperto in seguito che Christian Kaelin lavorava in stretto contatto con Alexander Nix. Un anno fa, Nix si è dimesso da una società, la Cambridge Analytica, che manipolava i big data per condizionare il comportamento dei votanti e usava delle strategie losche per incanalare gli esiti dei risultati elettorali. Kaelin e Nix collaborarono in varie giurisdizioni nei Caraibi per assicurarsi che venissero eletti partiti impegnati a introdurre lo schema della vendita dei passaporti, identico a quello maltese. In un caso , si assicurarono che il partito all’opposizione che era contrario, collassasse.
Ancora un altro fatto, solo pochi mesi dopo le politiche del marzo 2013. Un iraniano 33enne, senza un giorno di esperienza bancaria al suo attivo, acquistò la licenza per aprire una banca europea a Malta. Si chiama Ali Sadr Hasheminejad. Un passaporto iraniano lo avrebbe intralciato nell’ottenimento dei documenti necessari. Perciò presentò uno dei suoi passaporti, quello di St Kitts and Nevis, emessogli da Henley and Partners (ne aveva altri, anchecon data di nascita diversa). Aprì la Pilatus Bank, un nome fantasioso per un ufficio di 10 persone e nessuna targa sulla porta.
Avremmo saputo più tardi che la Pilatus Bank serviva per il riciclaggio dei guadagni illeciti dei dittatori. Aveva solo 180 conti e la maggior parte di questi apparteneva ai capi supremi della dittatura di Baku, inclusi due dei figli di Ilham Aliyev che usavano Malta per lavare il loro denaro sporco sulla strada che porta al loro stile di vita lussuoso in Gran Bretagna. La banca aveva un altro cliente: Keith Schembri, capo di gabinetto del Primo Ministro, proprietario di una delle società offshore panamensi in fila per ricevere milioni dal consorzio operante nel campo dell’energia con cui aveva stipulato un contratto. I Panama Papers hanno rivelato pure che pagò all’ad del giornale più letto a Malta – il Times of Malta – circa 650.000 euro di tangenti in un conto bancario nelle Isole Vergini Britanniche. Inoltre, saremmo venuti a conoscenza che nel suo conto alla Pilatus Bank, Schembri riceveva tangenti dalla vendita dei passaporti. Schembri conosceva Ali Sadr Hasheminejad. Partecipò alla sua festa di matrimonio a Firenze nel 2015. Sapete chi era un altro invitato illustre? Muscat.
Siamo venuti a sapere degli intrighi della Pilatus Bank da Daphne Caruana Galizia che ha riportato informazioni fornitele da una fonte che lavorava in quella banca. Alla fine l’informazione fornita da quella fonte avrebbe condotto la Banca Centrale Europea a far cessare le attività della Pilatus Bank.
Va da sé che Joseph Muscat, Keith Schembri, Konrad Mizzi, Ali Sadr Hasheminejad, Christian Kaelin, e molti altri attori di questa rappresentazione teatrale, respingono le accuse.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
