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il ricordo
Cibo divino, ma prima di tutto un uomo autentico
Bruno Manfellotto
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Luciano ZazzeriApprezzavo la sua conversazione leggera, mai invasiva, e la rara capacità di ascoltare. Mi piaceva soprattutto la sua scelta di restare se stesso, com’era, di non cambiare, di inorgoglirsi sì per stelle e premi, ma di non farsi condizionare da stili di vita diversi dal suo animo e dalla sua locanda. Credo che abbia trasmesso questo insegnamento anche ai figli
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La prima volta fu d’inverno, tanti anni fa, fine novembre, una sera da restarsene a casa. Minacciava pioggia e la libecciata aveva spinto il mare fin sotto i legni della “Baracca”, come la chiamava lui. Dello Zazzeri sapevo solo ciò che ne aveva scritto Aldo Santini con sapienza ed entusiasmo, e quel che mi raccontava il suo amico Antonio Valentini, giornalista di razza, grande esperto di vini ...
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