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Toscana

Prato e il corteo di Forza Nuova: coincidenza di date e decisioni rinviate

Paolo Nencioni
Il questore Alessio Cesareo col sindacodi Prato Matteo Biffoni
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Il questore Alessio Cesareo col sindacodi Prato Matteo Biffoni

Per la marcia anti immigrazione scelto il 23 marzo, che è anche il centenario del fascismo. Il questore non dice di no: proteste

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PRATO. Tu chiamale, se vuoi, coincidenze. Ma quella del 23 marzo, il giorno scelto da Forza Nuova per fare una manifestazione nazionale a Prato contro l’immigrazione, è una di quelle davvero singolari. Quel giorno cade infatti il centenario della fondazione, a Milano, dei Fasci italiani di combattimento, di fatto la nascita del fascismo, e la cosa ovviamente non è passata inosservata. . Il movimento di estrema destra ha cercato di farla “alla zitta”, come si dice a Prato, ma gli organizzatori dell’evento, i “patrioti in marcia contro l’invasione”, non hanno resistito alla tentazione di evocare la ricorrenza sia nella mail di presentazione dell’iniziativa (“Esattamente cento anni fa gli italiani marciarono compatti contro l’invasione bolscevica…”), sia nel volantino, dove hanno piazzato un bel “100” contornato da foglie di alloro.

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Apriti cielo. Partiti e movimenti di sinistra sono insorti come un sol uomo, un cartello di 65 associazioni ha lanciato una petizione sulla piattaforma change.org per chiedere di vietare il corteo che in meno di quattro giorni veleggia verso le 11.000 firme, i sette sindaci della provincia hanno scritto al prefetto e il deputato Pd Antonello Giacomelli ha presentato un’interrogazione parlamentare dopo aver fatto appello, senza successo, al ministro dell’Interno Matteo Salvini sostenendo che quella manifestazione viola platealmente la legge Scelba perché è di fatto un’apologia del fascismo. E mercoledì la presidentessa nazionale dell’Anpi Carla Nespolo ha sottoposto la questione al presidente della Repubblica Mattarella nel corso di un incontro fissato per altri motivi. «Ho espresso la mia preoccupazione in generale per il clima che si respira nel paese - racconta - Il tema dell’immigrazione in questo caso è solo una foglia di fico, ma noi comunque siamo pronti a rispondere, pacificamente s’intende».

Quelli di Forza Nuova fanno orecchie da mercante. Sono convinti che alla fine la manifestazione si farà, forti delle prime parole dette dal questore Alessio Cesareo, secondo il quale non ci sarebbero motivi per vietarla. Martedì se n’è discusso al Comitato per l’ordine pubblico, che però non ha deciso, servono ulteriori approfondimenti, quelli di cui nei giorni scorsi non ha avuto bisogno la Prefettura di Milano quando si è presentato un caso simile. Lì CasaPound aveva intenzione di fare un concerto, casualmente il 23 marzo, ufficialmente per celebrare il ventennale della fondazione della rock band anti-comunista ZetaZeroAlfa, ma gli è stato risposto che non se ne parla. A Prato invece dalla Prefettura fanno sapere che l’ultima parola sull’ordine pubblico spetta al questore e domani il Comitato tornerà a riunirsi per prendere finalmente una decisione. Nel frattempo alcune associazioni di sinistra annunciano una contromanifestazione per sabato, che non ha ancora un punto di raccolta, e il sindaco Matteo Biffoni torna a far presente che lo stesso giorno in città sono in programma una serie di eventi in occasione del Festival dell’economia circolare, ma è evidente che non è questo il punto. Qui si tratta di stabilire se nel 2019 è lecito celebrare i cento anni del fascismo.

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I “patrioti” di Forza Nuova su questo scantonano. Di fatto non hanno il coraggio di rivendicare apertamente quel centenario. «All’inizio avevamo chiesto di fare il corteo il 1° maggio - ha spiegato candidamente nei giorni scorsi il coordinatore regionale Emiliano Mari - ma ci hanno detto che quel giorno ci sarebbero state delle manifestazioni sindacali». In effetti, sì, accade da più di un secolo. E così, casualmente, hanno ripiegato sul 23 marzo, «perché quel giorno non ha impegni il segretario nazionale Roberto Fiore». Domani sapremo se Fiore può segnare la data di Prato sull’agenda o lasciarci quel “100” che sicuramente c’era da prima. —

Paolo Nencioni
 

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