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Toscana

Versilia, mai più bagnini con la canottiera: addio al mito dei bicipiti in bella mostra

Corrado Benzio
Versilia, mai più bagnini con la canottiera: addio al mito dei bicipiti in bella mostra

L’Asl impone l’uso di magliette polo per motivi igienici. Un altro colpo all’immaginario delle vacanze di una volta  

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I bagnini della Versilia non potranno più indossare la mitica canottiera, ma magliette polo e cappello a tesa larga. Lo stabilisce l’Asl per aumentare la protezione dal sole di questa categoria di lavoratori. Una decisione che fa discutere. Gli studi, però, hanno evidenziato un preoccupante aumento dei casi di melanoma fra questi lavoratori.

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Gli Dei se ne vanno, ricordano sempre i francesi. A Viareggio una coppia di russi ha comprato il bagno Paradiso, sulla Passeggiata. Sempre in Versilia l’Asl ha vietato le canotte per i bagnini. Ma che mondo sarebbe senza la canotta che esaltava i bicipiti di Renato Salvatori, il povero ma bello che negli anni Cinquanta passò da aprire gli ombrelloni al dorato mondo di Cinecittà. Tornava al Forte con la moglie francese, la musa della nouvelle vague Annie Girardot ma era sempre il vecchio Pancola, scoperto dal regista Luciano Emmer mentre rastrellava le sabbie nobili del Forte.

I bicipiti, la catena al collo, l'andatura alla John Wayne, questo era il bagnino della Versilia. In tempi non sospetti era già depilato. Perché in Versilia la moda del rifarsi i peli arrivò già negli anni Trenta (insieme alla cocaina e ad altri vizi). La stigmatizzò Leonida Repaci combattivo fondatore del premio (letterario) Viareggio. Per lui la depilazione era una moda degenere. In realtà significava soprattutto una cosa: la scoperta del corpo, mai così in mostra dai tempi dei Greci.

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Perché il mare, la spiaggia, la vacanza balneare esisteva già dall'Ottocento, ma al mare si andava in mutandoni e anche in bagni separati fra maschi e femmine. Gli anni Trenta, invece, significano più che mare e sole la voglia di mettersi in mostra, di scoprire il corpo al sole. C’è stato Agnelli nudo in barca negli anni Ottanta. Ma Vittorio Valletta faceva già il bagno nudo sulla spiaggia di Focette, in Versilia, prima ancora che arrivasse la Bussola.

Il bagnino con la sua bellezza (i versiliesi sono tutti belli: la Sandrelli, Marcello Lippi, lo stesso Stefano Bettarini, viareggino d'adozione) sono stati tutto: amanti, padri, fratelli, confidenti. Il bagnino dello stabilimento balneare era preciso per tradire: era un selvaggio ma anche un gentiluomo, con la discrezione come prima regola. Eppure i mariti sapevano. Il treno che il venerdì portava i mariti da Milano a Viareggio si chiamava Freccia azzurra, ma per i ragazzotti viareggini era più volgarmente il treno scoperto perché frequentato da cornificati. Goliardate? Certo. Oggi non c'è bisogno della vacanza al mare o della lontananza coniugale per tradire.

E allora forse le canotte che mettevano in mostra i bicipiti non servono più. Del resto tutto è cambiato sulla spiaggia fra Bocca di Magra e Torre del Lago. Un tempo i titolari dei bagni portavano cognomi sconosciuti come Bertuccelli e Bianchi, Cupisti e Giannecchini. Oggi si chiamano Briatore e Berlusconi (Alessia, figlia di Paolo), Barilla (la vedova di Pietro) e Bocelli (proprio la famiglia del tenore). E ancora Marcucci (quelli del Ciocco), caffè Kimbo, Santanchè.

Tutto, insomma, è cambiato: al posto dei bagnini arrivano le cooperative di servizi. Gli dei veramente se ne sono andati. Anche se, come spiega lo scrittore Edoardo Nesi «la Versilia ti rivende a caro prezzo i tuoi ricordi». La Versilia che si sveglia tardi come cantava Mia Martini ha forse voglia di cambiare pagina. Sempre più norme, sempre più lusso, sempre meno nostalgia. Meno foglie morte, più glamour. —
 

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