Sicurezza
Condannato due volte, continua a perseguitare la sua vittima
Neppure la sentenza a due anni per atti persecutori ferma il pensionato: offese via social alla ex che ha rotto la relazione Insulti pure agli inquirenti
PECCIOLI. Giuseppe Dell’Agnello, pensionato di Peccioli, per due volte è stato riconosciuto colpevole del reato di atti persecutori, dal tribunale. Di fatto, per la legge è uno stalker. Tuttavia le condanne non sono riuscite a fermarlo. Sui social network continua a offendere la sua ex (che lo ha denunciato) e chi si è occupato delle indagini. Sostiene che la donna con la quale ha avuto una breve relazione ha creato un caso solo per screditarlo.
La storia è vecchia proprio perché si è trascinata per anni senza decisioni incisive per modificare la condotta dell’autore delle offese e ha messo a dura prova la vittima. La quale però, dopo un’incertezza iniziale, lo ha denunciato, ha sostenuto in giudizio le accuse e lo ha visto condannare. Non si era inventata niente - ha stabilito il tribunale - e la sua vita in certi periodi è stata un infermo. Da pochi giorni Dell’Agnello è stato di nuovo condannato. La Corte di appello, nella sentenza di secondo grado con cui aveva respinto il ricorso dell’imputato confermando la condanna a due anni di reclusione inflitti in primo grado per lo stalking, non aveva esitato a riconoscere gli atteggiamenti di Dell’Agnello come aggressivi, minatori, volti ad «offendere pesantemente» la vittima. Ora quella sentenza è diventata definitiva. Anche se non è ben chiaro quando avrà un’applicazione concreta. Oltre alla pena detentiva, l’imputato deve pagare un risarcimento del danno, da quantificare in sede civile, con una provvisionale esecutiva di 5mila euro. Spettano a lui anche le spese legali. Ma per ora, a distanza di dieci anni dalla persecuzione accertata, l’incertezza è massima.
I fatti sono avvenuti in Alta Valdera, tra settembre 2009 e il giugno 2010. Nonostante questa e un’altra sentenza di condanna, già passata in giudicato, il pensionato continua con le offese rivolte alla donna, che è sua ex collega in un ente pubblico. E con una tenacia che si trascina nel tempo se la prende sistematicamente, sempre sui social, anche con un luogotenente dei carabinieri e il magistrato che si sono occupati della vicenda. Il persecutore aveva stretto, per un breve periodo, una relazione sentimentale con la collega. La fine della storia aveva segnato l’inizio di un incubo per la donna. Erano iniziati gli atteggiamenti persecutori nei confronti costretta a cambiare sede di lavoro, abitudini di vita. Un pressing di cattiverie che le aveva provocato uno stato di ansia di cui ancora fatica a liberarsi. Ma la storia era iniziata già prima del 2009, con fatti per i quali Dell’Agnello, ha già avuto un’altra condanna definitiva. Durante il processo di primo grado l’uomo era arrivato a offendere la ex davanti al giudice e agli avvocati lasciandoli sconcertati. Le testimonianze raccolte dal difensore della vittima, avvocato Francesco Esposito Ziello, e dai carabinieri hanno confermare la continuità dei comportamenti dello stalker. Oggi la vittima vorrebbe gridare al mondo quello che è stata costretta a subire. Ma ancora resta da capire in cosa si tradurranno le due sentenze di condanna passate in giudicato. Quale sarà la pena che sconterà lo stalker. –
Sabrina Chiellini
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