Sicurezza
Pignoramento in arrivo, lei dà fuoco al bar e ai suoi due appartamenti: arrestata, rischia 7 anni
Pistoia, fiamme in due palazzi di viale Italia e via Pagliucola: I tre incendi sono stati appiccati utilizzando 31 inneschi formati da cartacce e candele. Arrestata per incendio doloso la proprietaria del locale. Da 48 anni stava dietro quel bancone
PISTOIA. Da lì a due giorni le avrebbero pignorato tutto. Il bar che era stato dei genitori e in cui lei aveva passato tutta la propria vita, la casa in cui abitava, l’altro appartamento a due passi dal locale... Così, nella mente, qualcosa è scattato: meglio distruggere tutto e farla finita che consegnare alle banche quel che le restava. E ci ha provato poco dopo la mezzanotte di domenica. Appiccando il fuoco alle decine di inneschi artigianali sistemati sotto i mobili, su divani e materassi, in cucina, vicino alle tende e anche accanto alla stufa a gas di casa a cui aveva tagliato il tubo di alimentazione, senza, però, per fortuna, aprire la valvola della bombola. Altrimenti neppure il tempestivo intervento dei vigili del fuoco avrebbe potuto evitare una strage.
Arrestata dai poliziotti della Squadra Volante della questura, Nadia Dami, 63 anni, titolare dello storico Bar Damasco di viale Italia, si trova adesso in carcere con l’accusa di incendio doloso. All’origine del suo folle gesto, la questura ritiene ci siano le difficoltà economiche in cui l’esercente versa, con un grosso debito con le banche che ha portato all’emissione di un atto di pignoramento per i suoi beni immobili. Ma lei, al momento, non ha potuto né confermare né smentire l’ipotesi. Dal momento i cui i vigili del fuoco l’hanno trovata seduta nel salotto di casa invaso dal fumo, la donna è rimasta in preda ad un forte stato confusionale. Anche quando, di messa dall’ospedale dopo un controllo medico, è stata trasferita prima nelle camere di sicurezza della questura e poi nel carcere di Sollicciano.
L’ALLARME
È da poco passata mezzanotte e mezzo fra domenica e lunedì quando un vicino che sta rincasando vede del fumo uscire dal Bar Damasco, all’incrocio fra viale Italia e via Pagliucola. E dà l’allarme al 115. Una manciata di secondi, e alla centrale dei vigili del fuoco arrivano altre telefonate: c’è fumo che esce anche dall’appartamento che si trova al primo piano del palazzo al numero 48 di viale Italia, proprio sopra il locale. Sul posto accorrono due squadre dei vigili del fuoco, con autobotti e un’autoscala. Idranti alla mano, entrano nel bar, e si arrampicano fino al terrazzo dell’appartamento soprastante. Ed entrano anche lì. Il fumo ha invaso tutto, vedono la donna, e la portano in salvo, insieme anche ai suoi due gatti, mentre gli inquilini degli altri appartamenti del palazzo (quattro piani fuori terra) vengono fatti uscire in strada per precauzione.
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GLI INNESCHI
Passate le fasi dell’emergenza, la scoperta: nella cucina del bar, dove si è sviluppato l’incendio, i vigili del fuoco e i poliziotti della Squadra Volante trovano cinque inneschi artigianali, delle candele sistemate all’interno di “nidi” di carta a cui qualcuno ha dato fuoco. E altri 16 identici vengono trovati nell’appartamento di Nadia Dami, sui materassi, sul divano, sotto le tende: è da quei punti, una volta che lo stoppino della candela, consumandosi, è arrivato ad incendiare la carta, che è partito l’incendio. Come dall’innesco piazzato sotto la stufa a gas ritrovata con il tubo di gomma tagliato. E poliziotti e vigili del fuoco capiscono: è stata la donna appena salvata a farlo, come poi spiegheranno a metà mattinata in conferenza stampa, in questura, il dirigente della Squadra Volante Duccio Ciappelli, ed Eustachio Bia, caposquadra della polizia giudiziaria dei vigili del fuoco.
IL TERZO INCENDIO
Gli incendi vengono spenti ma gli accertamenti proseguono. E si viene a sapere che Nadia Dami possiede un altro appartamento, in via Pagliucola, al numero 61, in un condominio di tre piani. Tutti corrono lì. Anche quello è stato dato alle fiamme, che però si sono spente per mancanza di ossigeno. Tredici gli inneschi incendiati.
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Secondo gli inquirenti (al netto di eventuali future perizie per stabilire la capacità di intendere e di volere), dalla disposizione degli inneschi all’interno della cucina del bar e dei due appartamenti emergerebbe tutta la volontà della donna di appiccare gli incendi. E di distruggere, visto anche il particolare del tubo della stufa a gas tagliato: solo la mancata apertura della valvola della bombola (forse una dimenticanza) ha fatto sì che non si sia verificata un’esplosione che avrebbe reso incontrollabile l’incendio nel palazzo di viale Italia.
I 31 inneschi ritrovati da polizia e vigili del fuoco erano stati preparati dalla 63enne esercente con le stesse modalità. Utilizzando per ognuno una candela e della carta disposta tutta intorno al fusto di cera. In modo tale che, quando la cera si è sciolta e lo stoppino è arrivato al livello della carta questa ha preso fuoco.In questo modo la donna ha anche avuto il tempo di tornare del suo appartamento e accendere anche lì gli inneschi. E aspettare che il fumo e il fuoco mettessero fine a tutto.
IN CARCERE: RISCHIA FINO A 7 ANNI
Reclusa nel carcere di Sollicciano a Firenze, Nadia Dami per il momento è accusata del reato di incendio doloso. E, considerando tutte le eventuali aggravanti (come quella di aver messo in pericolo la vita degli inquilini di due interi condomini) rischia una condanna da 3 a 7 anni di reclusione.
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