Sicurezza
Butta giù dal furgone la compagna incinta in manette un 34enne
CASTELFIORENTINO. Un uomo è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia, per la violenza nei confronti della donna con cui vive, peraltro in attesa di un figlio.
È successo a Castelfiorentino, in Valdelsa: i carabinieri della stazione hanno arrestato un 34enne, residente ufficialmente in provincia di Arezzo, per maltrattamenti in famiglia nei confronti della convivente di 27 anni.
La scorsa notte a Castelfiorentino, in via Niccoli, un passante aveva notato una coppia che stava discutendo animatamente vicino ad un furgone.
L’uomo, ad un certo punto, aveva afferrato la donna per un braccio scaraventandola fuori dal mezzo, per poi ripartire velocemente abbandonando la giovane lungo la strada.
Immediata è partita la chiamata al 112 da parte del cittadino e l’arrivo della pattuglia della stazione dei carabinieri del paese.
Nel frattempo il conducente del furgone era però tornato sul posto e, dopo aver convinto la donna a risalire a bordo, l’aveva aggredita nuovamente prendendola a schiaffi e tirandola per i capelli.
Pare che tutto fosse dovuto a motivi di gelosia. I militari hanno intercettato il mezzo appena ripartito e hanno condotto i due in caserma: dopo aver ricostruito quanto accaduto, hanno arrestato il 34enne.
La donna, in stato di gravidanza e sensibilmente scossa per quanto accaduto, è stata invece trasportata presso l’ospedale di Empoli dove è stata ricoverata per accertamenti.
L’uomo, dopo la notifica dell’arresto, è stato invece portato nell carcere di Sollicciano.
«Indignarsi davanti a tanta feroce violenza non è sufficiente».
Così i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle in Regione Toscana riguardo alla vicenda che, come detto, ha visto come triste protagonista una donna incinta aggredita dal proprio compagno a Castelfiorentino.
«Occorrono pene esemplari. La lotta per la dignità femminile – proseguono – non si consuma nella sola giornata dell’otto marzo. Ora, così come richiesto dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il parlamento voti all’unanimità il decreto legge sull’introduzione del Codice rosso, uno strumento in più per tutelare nel concreto le vittime di violenza». —
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