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Baby-padri: dieci anni fa il caso di Alfie, la privacy spazzata via
Al tredicenne inglese fu attribuita la paternità di un bimbo dopo un rapporto con una quindicenne. Poi il test del Dna la smentì. Ma la sua immagine (e quella di madre e neonato) imperversarono su giornali e tv
Un padre di tredici anni: nel 2009 la Gran Bretagna si è interrogata per mesi, sotto choc per una situazione del genere.
Era la storia di Alfie Patten, tredicenne, diventato padre di una bambina dopo una relazione con una compagna quindicenne. “Il più giovane padre del mondo”, lo qualificarono così e nell’Inghilterra dei tabloid scandalistici il ragazzino finì anche in copertina impegnato ad allattare la figlia. Anche (ma non solo) per un elemento visuale che non poteva non colpire l'immaginario collettivo: il volto di quel ragazzino era tutto meno che adulto. Sembrava un bambino di non più di dieci anni.
Alfie e la ragazzina vivevano in un villaggio dell’East Sussex, non lontano dalla costa della Manica e dalla località balneare di Eastbourne. Il caso si concluse un mese dopo, con un colpo di scena. Il test del Dna non lasciò dubbi: il vero padre non era Alfie ma un altro teenager del quartiere, un quindicenne.
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La vicenda aprì ugualmente un dibattito nazionale sul fenomeno del sesso adolescenziale. “È un tragico esempio del declino sociale di questo paese. Troppe famiglie disfunzionali hanno bambini che crescono in un ambiente dove tutto è consentito. C’é un collasso completo di alcune parti della società, che non sanno più cosa è giusto o cosa è sbagliato”: questa, per esempio fu la riflessione di Iain Duncan Smith, ex leader Tory e direttore del Centro studi per la giustizia sociale in Gran Bretagna.
Oggi Alfie ha 23 anni. Una delle tante cose impressionanti nella sua storia è la cancellazione assoluta della privacy: servizi fotografici e tv, immagini della neonata, nomi e cognomi della ragazza madre, interviste ai genitori di lui e di lei, nome del padre vero e del paese dei protagonisti. Presto la ribalta abbandonò queste persone ai rispettivi problemi: due genitori quindicenni erano comunque un’emergenza sociale ma non facevano notizia, non erano un record.
Da maggiorenne, Patten ha ripercorso quel delirio mediatico in un’intervista del 2017 al Sun. «Fare sesso a quell’età ha rovinato la mia vita. È stato il più grande degli errori, mi ha fatto del male. Ho lasciato la scuola senza diplomarmi e non ho mai trovato un lavoro». Nel servizio posa per le foto con la madre Nicola, intervistata pure lei. Un’esposizione pubblica assoluta.
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