Sicurezza
«È sessista». Silurato dal Cern il professore di Pisa
Cinque mesi fa la provocazione di Strumia: «La Fisica non è una faccenda per donne». Il centro di Ginevra: «Parole inaccettabili»
PISA. «Sto per sganciare la bomba», si aprì sardonico sulla bocca di Alessandro Strumia un sorriso che ora forse s’è spento. Perché da ieri il fisico, fisico non lo è più. Almeno al Cern di Ginevra. Il Centro europeo per la ricerca nucleare di fatto lo ha licenziato, o meglio ha interrotto i rapporti e il contratto da guest professor con il docente dell’università di Pisa. . Motivo? La relazione con cui in un seminario organizzato proprio al Cern a settembre gelò la comunità scientifica internazionale sostenendo che «la fisica non è una faccenda per donne» conteneva parole «altamente offensive» e quella presentazione era «inaccettabile in ogni contesto professionale e contraria al Codice di condotta» del massimo istituto europeo di Fisica nucleare,. Insomma, era un insulto alla parità di genere. La decisione arriva dopo cinque mesi di indagine interna.
Lo show di Strumia va in scena a settembre 2018. Al Cern è in corso il seminario «Fisica delle alte energie e gender». In sala scienziati da tutto il mondo. Arriva il turno del prof pisano ma nessuno alza le antenne; il titolo dell’intervento sembra innocuo: “Test sperimentale di una nuova simmetria discreta globale”. Solo che poi a colpi di grafici, numeri e vignette satiriche Strumia scatena un putiferio. Secondo lui «la fisica non è sessista contro le donne» ma la «discriminazione è contro gli uomini» vittime del politically correct, dato che «in genere le donne vengono assunte anche se le loro pubblicazioni hanno minore rilevanza». E nella sua ricerca sostiene pure di poter dimostrare che «la Fisica è stata creata e costruita dagli uomini» e «non vi si entra su invito».
Avrebbe perfino «seguito un metodo universalmente riconosciuto» per affermarlo. Il Tirreno lo intervista e lui conferma: «Ha verificato e studiato oltre 40 anni di pubblicazioni. Tutti ai piani alti sanno qual è la verità si preferisce salvare le apparenze». E «la verità è che le donne sono avvantaggiate e gli uomini penalizzati per una questione di gender equality, che alla fine si ritorce contro le donne stesse» tanto che «nei Paesi dove la sensibilità sul tema è più alta ci sono meno donne nei campi della scienza». In pratica, sarebbero loro stesse ad affermare la loro inferiorità. Cita addirittura “1984”, il romanzo di George Orwell: «Ho commesso uno Psicoreato» e dice di essere vittima «del ministero della Verità e la Polizia del Pensiero del Politichese» e «comunque la verità non ha importanza perché è parte di una battaglia politica».
In sala le ricercatrici e scienziate etichettano le sue parole come «sessiste» e offensive». Ne parlano tutti, da Londra a Roma. Il Cern lo sospende immediatamente («Non lavorerà mai più da noi»), così anche l’Istituto nazionale di Fisica nucleare. Pure il rettore pisano Paolo Mancarella annuncia un’indagine della commissione etica di ateneo. Pochi giorni e un appello che chiede l’esclusione del prof viene firmato da 1600 studiosi. Ecco, ieri a dare la notizia della decisione del Cern è stata la Bbc, alla vigilia dell’8 marzo. A Ginevra non vogliono più saperne di lui, e neppure delle sue teorie. Tanto che hanno cancellato dagli archivi le sue slide. «Non sono stato trattato correttamente - dice Strumia - Per mesi hanno indagato se la mia presentazione avesse violato le loro regole. Avrebbero dovuto aprire una procedura in cui potessi difendermi. Non è mai accaduto». E al Tirreno in serata risponde: «Chiarirò la realtà dei fatti, ben diversa da quanto rappresentato, aprendo un sito web».
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