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Fibromialgia, quei dolori fissi a muscoli e articolazioni

Maria Antonietta Schiavina
Fibromialgia, quei dolori fissi a muscoli e articolazioni

Guida alla fibromialgia, patologia ancora in esplorazione e non riconosciuta per l’invalidità ma da non sottovalutare. È una malattia reumatologica che colpisce soprattutto le donne e a volte può impedire di condurre una vita normale

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Dolori in tutto il corpo, un malessere che condiziona la vita e le abitudini quotidiane di chi ne è affetto. È la fibriomialgia, conosciuta anche come sindrome fibromialgica, patologia cronica con sofferenza localizzata a livello di muscoli e articolazioni, con manifestazioni varie che debilitano chi ne è affetto impedendo talvolta di condurre una vita normale. Più diffusa nell'universo femminile, la fibromialgia colpisce dal 2 al 5% della popolazione, di solito dai 35 ai 55 anni, anche se non sono escluse persone più giovani o più anziane. In letteratura i primi casi vennero definiti nel 1968 come fibrosite. Negli anni ’80 fu chiaro che si trattava di una patologia a sé, i cui criteri diagnostici sono stati bene descritti dall’American College of Reumatology solo nel 1990 e poi nel 2016. Non è malattia di facile gestione perché raggruppa vari sintomi. Lo spiega la dottoressa Laura Bazzichi reumatologa al Santa Chiara di Pisa, responsabile dell’ambulatorio fibromialgia, Csf e Dcr (dolore cronico reumatologico) dell’azienda ospedaliero universitaria pisana.

Che cos’è la fibromialgia?

È una sindrome dolorosa associata talvolta anche ad astenia e depressione, disturbi del sonno.

Come si manifesta?

Con un dolore muscolo scheletrico generalizzato, sebbene possa avere inizio in una sede localizzata, come rachide cervicale e spalle o come una sindrome miofacciale, come il torcicollo.

È un'infiammazione dei tessuti?

No. Nonostante il dolore sia localizzato in corrispondenza dei tessuti molli (muscoli, legamenti e tendini).

Quali sono i sintomi?

Astenia (senso di costante spossamento), problemi cognitivi, disturbi del sonno, associati ad ansia e/o depressione. Ma anche cefalea ed emicrania, colon irritabile sono sintomi comunemente descritti dai pazienti con sindrome fibromialgica.

È un malattia ereditaria?

No, anche se può esistere familiarità, perché avere genitori con fibromialgia aumenta la probabilità di sviluppare la malattia fino al 30% rispetto al 3-7% della popolazione.

Quale fattore fa catalogare la fibromialgia tra le malattie reumatiche?

Il dolore muscolo-scheletrico cronico e diffuso: il termine “fibromialgia” significa “dolore nei muscoli e nei legamenti e tendini”. Si possono avere anche sintomi di natura psicologica, ansia o depressione, o altri disturbi come sindrome da affaticamento cronico, sindrome dell’intestino irritabile e forme di mal di testa persistente, ma il dolore cronico muscolo-scheletrico è il sintomo più evidente per cui il malato decide di rivolgersi al medico.

Come si diagnostica?

Non tutti i medici purtroppo sono a conoscenza della sindrome, tanto che si è costretti a rivolgersi a più specialisti e a fare molte indagini prima che la diagnosi venga definita. La diagnosi è di esclusione e la diagnosi differenziale deve essere eseguita da un reumatologo verso altre malattie tipicamente reumatologiche come artrite, artrosi, polimiosite, connettiviti e così via. Inoltre oltre il 30% di malattie reumatiche, soprattutto artrite reumatoide e connettiviti a decorso cronico sviluppano una fibriomialgia secondaria che ne aggrava molto il decorso e il quadro clinico. Un reumatologo esperto però sa come condurre il paziente verso la diagnosi e la cura della fibromialgia evitando perdite di tempo, sofferenza e spreco di risorse con esami costosi ed inutili.

C'è una correlazione tra artrosi e fibromialgia?

Più che una vera correlazione potrebbero camminare di pari passo. Tra le patologie muscolo-scheletriche, la fibromialgia è seconda per frequenza solo all’artrosi. E per questo si possono frequentemente riscontrare in associazione nello stesso paziente, con un fenomeno di auto mantenimento che ne aggrava i sintomi.

Fibromialgia e reumatismi sono collegati tra loro?

La fibromialgia ricorda molto da vicino altre patologie reumatologiche, ma con una differenza sostanziale: la fibromialgia non causa dei danni progressivi alle articolazioni. È quindi importante che la diagnosi sia formulata correttamente. In particolare, il dolore muscolo-scheletrico della fibromialgia tende a essere diffuso a tutto il corpo e non ben localizzato, a presentarsi durante tutto l’arco della giornata e a persistere per vari mesi ed è accentuato dalla pressione esercitata con le dita su determinati punti del corpo (i cosiddetti trigger points). —

«Non confondetela con l’artrite. La spia è il colon irritabile»

Al contrario dell’artrite, che è un processo infiammatorio che colpisce l’osso e la cartilagine articolare, la fibromialgia interessa principalmente i muscoli e i tendini. Inoltre, i processi infiammatori che giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’artrite non sono invece rilevanti nella sindrome fibromialgica. «Saper diagnosticare i due tipi di dolore e trattarli in maniera mirata è la strategia vincente per avere una buona efficacia terapeutica ed evitare di sovratrattare il paziente» afferma la dottoressa Laura Bazzichi, reumatologa responsabile all’ospedale Santa Chiara di Pisa dell’ambulatorio del dolore cronico.

La fibromialgia danneggia anche gli organi interni, come stomaco, intestino, vescica?

«Alla sintomatologia articolare della fibromialgia si associano spesso disturbi funzionali intestinali o una vera e propria sindrome del colon irritabile, che si manifesta con dolori addominali, gonfiore, turbe della digestione, diarrea o stipsi, disturbi della vescica, spesso aggravati dallo stress o da alcuni alimenti. Ma in ogni caso non si tratta di danni d'organo. E il corretto trattamento della malattia permette di risolvere o perlomeno alleviare anche questi disturbi».

Ma la fibromialgia può essere causata un forte stress?

Certo, pure se lo stress non è l'unico segnale di partenza (si parla talvolta di disturbo da stress post traumatico). Può succedere in seguito a forti preoccupazioni, così come dopo un intenso affaticamento fisico. La causa della fibromialgia rimane ancora ignota, ma il problema sembra scaturire da una riduzione della soglia di sopportazione del dolore, causata da alterazioni nelle modalità di elaborazione dello stimolo doloroso a livello del sistema nervoso centrale. Meccanismo che scatta spesso per la prima volta proprio in seguito a periodi particolarmente stressanti, sia da un punto di vista fisico, sia da quello psicologico”.

La fibromialgia è correlata anche ad intolleranze alimentari come quella del glutine?

“Il dibattito in tal senso è ancora aperto. Secondo alcuni studi, l’incidenza della fibromialgia sembrerebbe essere lievemente aumentata in pazienti con intolleranza al glutine e i ricercatori dichiarano che l’eliminazione del glutine dalla dieta può determinare in alcuni casi un effettivo miglioramento della malattia. Ma l’eliminazione degli alimenti contenenti glutine comporta inevitabilmente anche quella di altre sostanze, tra cui carboidrati fermentabili, agglutinine, e inibitori delle amilasi o della tripsina, che potrebbero essere i veri responsabili dei disturbi lamentati. È perciò sempre consigliabile affidarsi ad un nutrizionista prima di intraprendere qualsiasi regime dietetico e una valutazione dello stato corporeo con la valutazione della BMI ( divisione del peso di un soggetto, espresso in kg, per il quadrato della sua statura espressa in metri n.d.r ) e della impedenziometrica ( metodo diagnostico per valutare la composizione corporea in termini di acqua, massa grassa e massa magra n.d.r ).

È vero che esiste un legame tra acufeni e fibromialgia?

“Gli acufeni sono disturbi uditivi particolari: chi ne soffre avverte rumori fastidiosi come fischi, ronzii, fruscii, pulsazioni, che spesso sono associati alla fibromialgia, come altri problemi dell'udito e il legame con la fibromialgia non è ancora chiaro. È probabile che alla base ci possano essere alterazioni nelle modalità di elaborazione dello stimolo uditivo e del rumore a livello del sistema nervoso centrale. In ogni caso il paziente con fibromialgia ha una aumentata sensibilità agli stimoli esterni esterni non solo acustici ma anche visivi con difficoltà della messa a fuoco”.

La fibromialgia è riconosciuta come malattia dal sistema sanitario nazionale?

“Anche se è riconosciuta come malattia dal sistema sanitario nazionale e dalla comunità scientifica internazionale, attualmente il nostro Paese non riconosce alcuna invalidità ai malati di fibromialgia. La causa di questa anomalia risiede probabilmente nel fatto che la società tende a sottovalutare le condizioni fisiche e psicologiche in cui si trovano i malati, poiché non si tratta di una patologia riscontrabile dai comuni esami di laboratorio e, apparentemente, non causa gravi menomazioni”.

Ma cosa si può fare allora per essere considerati a tutti gli effetti dei malati?

“È importante richiedere aiuto allo specialista e fare in modo tutti insieme che anche in Italia la fibromialgia possa essere riconosciuta quale malattia cronica invalidante. Attualmente per fortuna, verso questa patologia sono aumentati l'attenzione e l'interesse a livello politico con progetti ministeriali e disegno di legge in esame. Cosa che fa ben sperare in un futuro meno difficile”.

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