Il Tirreno

Toscana

monsummano: secondo furto in poco tempo 

Rubano anche le macchinine dei bimbi

Martina Trivigno

Il giocattolo elettrico era nel parcheggio del condominio. La mamma delle piccola, 2 anni, furente: «Non vi vergognate?»

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«Dov'è la tua macchinina?». La bambina si guarda intorno, smarrita. Poi, con la manina, indica lo stallo dove è parcheggiata l'auto dei genitori. Fa spallucce e dice, guardando la mamma: «Più». Ha ragione la bimba, due anni e mezzo. La sua macchina in miniatura, una Mini Cooper rossa fiammante, non c'è più. Qualcuno, martedì scorso, non sapendo forse di regalarle un dispiacere, l'ha rubata. Siamo in località Le Case, a Monsummano, in un elegante condominio. E' qui che il ladro di macchinine (e non è neppure il primo caso nel territorio monsummanese) è entrato in azione. Nel silenzio della notte, probabilmente. Quando le persiane degli appartamenti sono chiuse e in giro non si vede nessuno. Si deve essere introdotto di soppiatto nel parcheggio sotterraneo del condominio. E, a quel punto, l'ha presa. Come il ladro abbia fatto a notarla, è un mistero. Anche se è vero che non vi è alcun bandone a impedirne l'ingresso agli estranei, nonostante il parcheggio sia privato e accessibile soltanto ai residenti del palazzo. «Era un regalo, quella macchinina elettrica - racconta la mamma della piccola - Apparteneva a una cugina di mia figlia, ora troppo cresciuta per salirci a bordo. In realtà Serena non l'aveva usata molto. Ma negli ultimi tempi, quando scendevamo in garage per prendere la nostra auto, chiedeva di poterci fare almeno un giro. Con l'arrivo della primavera l'avremmo portata al parco, si sarebbe divertita». Mercoledì scorso, proprio come ogni mattina, la mamma veste Serena e le fa fare colazione. Poi scendono in garage, pronti a fare il solito giro prima di uscire. Ma dell'auto in miniatura, "parcheggiata" in uno stallo del parcheggio di proprietà della famiglia della piccola, non c'è più neanche l'ombra. La donna, allora, decide di affidare il suo sfogo a Facebook. «Volevo fare i complimenti - scrive, sarcastica - alla persona che ha rubato la macchinina elettrica dal mio posto auto. Che gesto vile! E se qualcuno per fare felice il proprio figlio, oppure rivendere il gioco, ha deluso un'altra bambina, significa che non c'è fine alla cattiveria umana. Bella educazione che insegnate ai vostri figli, complimenti». Non che la donna sperasse di ritrovarla, la mini auto. O che credesse in un pentimento del ladro. Che di notte, così come se l'era presa, la riportasse al suo posto. «Non ci conto - prosegue la mamma della bambina - ma spero che la forza del mio messaggio arrivi a chi ha compiuto questo gesto. Non tanto per il valore economico della Mini Cooper, che ammonta a qualche centinaia di euro. Ma proprio per il dispiacere che è stato dato a una bambina di soli due anni e mezzo». La bimba, infatti, quell'auto in miniatura la cerca con lo sguardo. Ogni giorno, da quasi una settimana. Ma è troppo piccola per capire. «Qualcuno, forse - prosegue la donna - dirà che è soltanto una macchinina. E' vero, possiamo comprarne una nuova per lei. Ma la sostanza dei fatti non cambia: non ci si ferma più di fronte a niente, neppure davanti al pensiero di far soffrire una bimba così piccola». E' il secondo episodio, questo, nel giro di poco più di due mesi, sempre a Monsummano. Difficile dire con certezza se si tratti soltanto di una coincidenza o di un ladro "specializzato" nel furto di macchinine elettriche per bambini. Perché, in quest'ultimo caso, i genitori potrebbero decidere di non sporgere denuncia, forse considerando il furto di una mini auto di second'ordine. Ma la mamma della piccola non la pensa così.«E' comunque un atto grave - conclude - da punire e condannare». Anche perché, con ogni probabilità, Serena la sua macchinina non li riavrà più. E continuerà a cercarla, ancora, e chiedere dove sia. Almeno ogni volta che scenderà in garage. —

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