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Indagine sui permessi “facili” Ruota panoramica sequestrata

Francesca Ferri
Indagine sui permessi “facili” Ruota panoramica sequestrata

La giostra aveva ottenuto l’autorizzazione «veloce» a Borgo d’Ale dove  il comandante dei vigili è stato arrestato per presunte bustarelle sulle pratiche 

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Martedì e mercoledì avrebbe dovuto far salire a bordo i bambini delle scuole, persone diversamente abili e anziani, in una giornata organizzata dal Comune di Grosseto, che l’ha fatta arrivare in Maremma dopo le feste di Natale. E invece la ruota panoramica H28 installata il 12 gennaio a Porta Corsica, all’ingresso del centro storico, rimarrà ferma.

I carabinieri di Grosseto l’hanno sequestrata apponendovi i sigilli ieri sera poco prima delle 19, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Vercelli che coinvolge circa 1.100 giostre in tutta Italia, distribuite su 88 province, e che vede indagate 36 persone. L’ipotesi della Procura è di corruzione e falso in atto pubblico relativo al rilascio delle autorizzazioni per le giostre, rilascio che sarebbe avvenuto senza la verifica sui requisiti di sicurezza.

L’inchiesta – nata nel 2017 dopo la morte di una tredicenne caduta da una giostra – ha portato all’arresto di Mauro Ferraris, comandante della polizia municipale di Borgo d’Ale (Vercelli) che, secondo gli inquirenti, si faceva pagare da 150 a 300 euro per le pratiche.

Al momento del sequestro la ruota grossetana era chiusa, ferma dal giorno prima. Un cartello affisso dai gestori recitava «per manutenzione straordinaria».

Ivan Parisi, co-gestore della ruota panoramica insieme al fratello Cristian Parisi, conferma al Tirreno che l’ultima autorizzazione, la scorsa estate, è stata rilasciata presentando la pratica al Comune di Borgo d’Ale, «perché lì le pratiche sono più veloci», spiega, ma rassicura che «la ruota è assolutamente sicura» e respinge ogni ipotesi di corruzione: «Abbiamo solo pagato 200 euro di parcella all’ingegnere che è venuto a effettuare le prove sui tiranti, a verificare le saldature e a redigere la relazione. Il comandante Ferraris non l’abbiamo mai incontrato; è stato poi l’ingegnere a presentare le pratiche in Comune».

Parisi spiega che «l’Italia, soprattutto in zona Rovigo, è la numero uno in Europa nella costruzione delle giostre. La nostra ruota ha 18 anni. In ogni città dove la installiamo passa il controllo di una commissione formata da vigili urbani, ingegneri comunali e vigili del fuoco. E facciamo circa 15 città all’anno. Più c’è il controllo annuale. Questa giostra avrà fatto 400 collaudi».

Ma in che modo è finita sotto la lente della Procura? «Da qualche anno – spiega Parisi – ogni attrazione deve avere un codice identificativo, una sorta di targa. Noi, tempo fa, abbiamo ripitturato la giostra e cambiato l’intestazione. Serviva un nuovo codice e un ingegnere che facesse il controllo. Siamo andati in quel paese là (Borgo d’Ale) per avere il rilascio del codice perché là la cosa era più veloce. È successo la scorsa estate». Da lì la ruota ha fatto diverse tappe, compresa Arezzo per Natale. Parisi è fiducioso: «Domani il nostro avvocato andrà a Vercelli per chiedere il dissequestro. Il tempo che la sbloccano e il 17 apriamo sul Garda». —

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