Italia
Nove cavalli morti in due mesi intossicati dal cibo o avvelenati
I primi casi a gennaio in un centro di recupero per animali: si pensa al dolo ma anche che abbiano mangiato qualcosa al pascolo. Prelevati gli organi
VOLTERRA. Otto cavalli morti nei primi giorni di gennaio. E il nono nei giorni scorsi, contemporaneamente alla diffusione della notizia riguardante il disastro d’inizio anno. Ormai è una strage quella che sta avvenendo nel centro di recupero gestito dalla Ihp, acronimo che indica la Italian horse protection onlus, in cui si accudiscono equini vittime di maltrattamenti o di abbandoni e che arrivano nella struttura tra Volterra e Casole d’Elsa per essere liberi di pascolare dove vogliono per ventiquattro ore al giorno. Ma da quando ci sono state quegli otto decessi, i responsabili dell’associazione sono stati costretti a limitare la libertà degli animali. La notte nelle stalle e il giorno in aree di pascolo recintate e ridotte. Ma anche questo non è servito ad evitare la nona tragedia in poche settimane. «Avevamo fatto il passaggio dal capannone in cui dormono all’area di pascolo – racconta il presidente dell’associazione Sonny Richichi –. Eravamo pronti per andarcene quando abbiamo visto un cavallo a terra in preda a spasmi come se avesse le convulsioni. Ci siamo avvicinati e abbiamo notato che aveva il respiro già corto. È morto in tre minuti. Non ci ha dato il tempo di fare assolutamente nulla». E l’ipotesi dolosa resta comunque in piedi.
Il nono cavallo morto ha amplificato il mistero. Se i primi otto casi erano stati trattati dall’Istituto zooprofilattico di Bologna e dall’ateneo felsineo, per quest’ultimo è stato chiamato in causa l’Istituto zooprofilattico di Pisa per l’autopsia e le analisi del caso. «Sono stati prelevati campioni di numerosi organi – dice Armando Tognoni, direttore dell’unità operativa sanità animale dell’Asl Toscana Nord Ovest –. Vedremo quando arriveranno i risultati. Quel che è certo è che in quarant’anni non mi era mai successa una cosa simile. Stiamo andando per esclusione, perché non ci sono elementi per dire che si tratti di una causa o un’altra. Di sicuro c’è stata un’intossicazione. E lo scenario più probabile, almeno per i primi otto, è che abbiano mangiato qualcosa al pascolo che ha fatto male agli animali. Ma per l’ultimo è diverso, perché l’alimentazione è controllata da quando sono morti gli altri all’inizio di gennaio».
L’idea più diffusa è che abbiano incontrato piante tossiche al pascolo. «Ma li avevamo controllati a fondo – dice la responsabile sanitaria del centro di recupero, Agnese Santi –. Compresa anche l’acqua. In questo momento non sappiamo cosa sia stato a uccidere i cavalli. Ma è certo che siano morti per intossicazione». «Quando ci sono casi di questo tipo, si prende in esame il tipo di pascolo, ma anche la quantità che l’animale ha mangiato – spiega Paolo Baragli, ricercatore del dipartimento di scienze animali dell’Università di Pisa –. I cavalli sanno scegliere il tipo di vegetazione da mangiare, scegliendo quella non tossica. Ma può capitare che, per la mancanza di pascolo o per un cambio di zona, qualcuno mangi inavvertitamente piante nocive. Certamente, per uccidere un cavallo ne serve una quantità notevole». —
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