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Quei dolori fissi a muscoli e articolazioni
Guida alla fibromialgia, patologia ancora in esplorazione e non riconosciuta per l’invalidità ma da non sottovalutare È una malattia reumatologica che colpisce soprattutto le donne e a volte può impedire di condurre una vita normale
Dolori in tutto il corpo, un malessere che condiziona la vita e le abitudini quotidiane di chi ne è affetto. È la fibriomialgia, conosciuta anche come sindrome fibromialgica, patologia cronica con sofferenza localizzata a livello di muscoli e articolazioni, con manifestazioni varie che debilitano chi ne è affetto impedendo talvolta di condurre una vita normale. Più diffusa nell'universo femminile, la fibromialgia colpisce dal 2 al 5% della popolazione, di solito dai 35 ai 55 anni, anche se non sono escluse persone più giovani o più anziane. In letteratura i primi casi vennero definiti nel 1968 come fibrosite. Negli anni ’80 fu chiaro che si trattava di una patologia a sé, i cui criteri diagnostici sono stati bene descritti dall’American College of Reumatology solo nel 1990 e poi nel 2016. Non è malattia di facile gestione perché raggruppa vari sintomi. Lo spiega la dottoressa Laura Bazzichi reumatologa al Santa Chiara di Pisa, responsabile dell’ambulatorio fibromialgia, Csf e Dcr (dolore cronico reumatologico) dell’azienda ospedaliero universitaria pisana.
Che cos’è la fibromialgia?
È una sindrome dolorosa associata talvolta anche ad astenia e depressione, disturbi del sonno.
Come si manifesta?
Con un dolore muscolo scheletrico generalizzato, sebbene possa avere inizio in una sede localizzata, come rachide cervicale e spalle o come una sindrome miofacciale, come il torcicollo.
È un'infiammazione dei tessuti?
No. Nonostante il dolore sia localizzato in corrispondenza dei tessuti molli (muscoli, legamenti e tendini).
Quali sono i sintomi?
Astenia (senso di costante spossamento), problemi cognitivi, disturbi del sonno, associati ad ansia e/o depressione. Ma anche cefalea ed emicrania, colon irritabile sono sintomi comunemente descritti dai pazienti con sindrome fibromialgica.
È un malattia ereditaria?
No, anche se può esistere familiarità, perché avere genitori con fibromialgia aumenta la probabilità di sviluppare la malattia fino al 30% rispetto al 3-7% della popolazione.
Quale fattore fa catalogare la fibromialgia tra le malattie reumatiche?
Il dolore muscolo-scheletrico cronico e diffuso: il termine “fibromialgia” significa “dolore nei muscoli e nei legamenti e tendini”. Si possono avere anche sintomi di natura psicologica, ansia o depressione, o altri disturbi come sindrome da affaticamento cronico, sindrome dell’intestino irritabile e forme di mal di testa persistente, ma il dolore cronico muscolo-scheletrico è il sintomo più evidente per cui il malato decide di rivolgersi al medico.
Come si diagnostica?
Non tutti i medici purtroppo sono a conoscenza della sindrome, tanto che si è costretti a rivolgersi a più specialisti e a fare molte indagini prima che la diagnosi venga definita. La diagnosi è di esclusione e la diagnosi differenziale deve essere eseguita da un reumatologo verso altre malattie tipicamente reumatologiche come artrite, artrosi, polimiosite, connettiviti e così via. Inoltre oltre il 30% di malattie reumatiche, soprattutto artrite reumatoide e connettiviti a decorso cronico sviluppano una fibriomialgia secondaria che ne aggrava molto il decorso e il quadro clinico. Un reumatologo esperto però sa come condurre il paziente verso la diagnosi e la cura della fibromialgia evitando perdite di tempo, sofferenza e spreco di risorse con esami costosi ed inutili.
C'è una correlazione tra artrosi e fibromialgia?
Più che una vera correlazione potrebbero camminare di pari passo. Tra le patologie muscolo-scheletriche, la fibromialgia è seconda per frequenza solo all’artrosi. E per questo si possono frequentemente riscontrare in associazione nello stesso paziente, con un fenomeno di auto mantenimento che ne aggrava i sintomi.
Fibromialgia e reumatismi sono collegati tra loro?
La fibromialgia ricorda molto da vicino altre patologie reumatologiche, ma con una differenza sostanziale: la fibromialgia non causa dei danni progressivi alle articolazioni. È quindi importante che la diagnosi sia formulata correttamente. In particolare, il dolore muscolo-scheletrico della fibromialgia tende a essere diffuso a tutto il corpo e non ben localizzato, a presentarsi durante tutto l’arco della giornata e a persistere per vari mesi ed è accentuato dalla pressione esercitata con le dita su determinati punti del corpo (i cosiddetti trigger points). —
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