Gioco
Morto Zamberletti: prevenire e informare. Così fondò la protezione civile moderna
A Varese domani i funerali di Stato, con la Toscana un legame speciale: di Lucca la sua vicaria alla guida del Volontariato
LUCCA. «Era il 2009, lui era a Lucca e io andai di persona a chiedergli se voleva essere il presidente del Centro Nazionale del Volontariato dopo la fine del mandato di Maria Eletta Martini. Lui mi guardò e mi rispose pronto: “Sì, se lei fa il mio vice”. Accettai la sua proposta e lui puntualizzò ancora: “Ma non un semplice vice, il mio vicario. Non potrò essere spesso a Lucca”. Ha fatto il suo vice vicario per tre anni nel Cnv. Nacque così la nostra amicizia. Per lui ho avuto sempre grandissima ammirazione».
È Maria Pia Bertolucci che parla - una vita da operatrice nel campo nel volontariato e nel sociale in Lucchesia la sua - tratteggiando la figura di Giuseppe Zamberletti, scomparso sabato 26 gennaio a 85 anni, nella sua Varese. Parlamentare della Democrazia Cristiana fin dal 1968 e poi sottosegretario con Aldo Moro e Giulio Andreotti, commissario straordinario in occasione del terremoto del 1976 in Friuli e poi ministro della Protezione civile, Zamberletti ha avuto con Lucca un rapporto speciale, dopo quel 23 gennaio del 1985 che generazioni di abitanti del territorio continuano a ricordare: il giorno dell’allarme terremoto a Castelnuovo Garfagnana e nella Mediavalle, quando centinaia di famiglie vennero fatte sfollare. Zamberletti venne di persona in elicottero, atterrò a Pieve Fosciana.
«Una persona squisita, un gran signore - continua il ricordo di Maria Pia Bertolucci -. E nonostante fosse un politico, aveva una visione grande e generosa. Ebbi occasione di risentirlo anni dopo la fine del suo incarico a Lucca: mi chiamò lui al telefono, ma per errore, perché cercava un’altra persona col mio stesso cognome. “Si ricorda di me professore?”, gli chiesi in quell’occasione. “Eccome - fu la risposta -: non dimenticherò il viaggio da Lucca a Firenze che ho fatto in macchina con lei, tanto viaggiava veloce con l’auto”. Mi piace ricordarlo così, anche per il suo essere brillante».
La storia di Zamberletti si intreccia con Lucca anche in un passato più recente, durante il quarto mandato da parlamentare di Raffaella Mariani, di San Romano Garfagnana, deputata Pd fino a marzo del 2018.
«Zamberletti - racconta Raffaella Mariani - è stato il fondatore della Protezione Civile moderna. Siamo stati a stretto contatto nel mio ultimo periodo in Parlamento, quando abbiamo lavorato al decreto legislativo di riforma della Protezione Civile. Zamberletti è sempre stato disponibile con noi della commissione, di cui io ero relatrice. È venuto ogni volta che ha potuto ai nostri incontri. È lui il padre della protezione civile moderna: a lui va riconosciuto il merito di avere costruito un sistema completo, con due punti fermi: l’importanza di fare prevenzione e la necessità di informazione da parte dei sindaci verso la popolazione. Con la Lucchesia è stato molto generoso. Lo invitammo nel 2015 ai festeggiamenti per i quarant’anni del Cav di Castelnuovo e lui venne, anche in quella occasione».
Il ricordo più recente che Raffaella Mariani ha di Zamberletti risale a gennaio del 2018. «La legge di riforma della Protezione Civile era appena stata varata - racconta - e per festeggiare questo evento noi della commissione organizzammo una cena in pizzeria. Invitammo anche Zamberletti: lui venne, era molto allegro e tenne banco per l’intera serata, con la sua immancabile sigaretta accesa. Fu un’occasione bellissima. Un uomo forte, concreto, generoso, simpatico e gentile che ha voluto aiutare la sua Italia con tanta disponibilità, e che ci ha insegnato moltissimo. Penso proprio che parteciperò ai suoi funerali. Qui dalla Garfagnana sono in molti a voler andare».
I funerali di Stato si svolgeranno domani mattina alle 10,30 a Varese, quando tutta sua città si fermerà per tributargli un minuto di raccoglimento. —
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