Sicurezza
«Così al Meyer ci prendiamo in carico il bambino»
Il dottor Massimo Resti dirige il Dipartimento specialistico interdisciplinare dell'ospedale fiorentino. «Un’unica area di degenza dove il bimbo ha a disposizione i professionisti di tutte le specialità»
Uno dei fulcri organizzativi dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze è il Dipartimento specialistico interdisciplinare, che riunisce sotto di sé discipline pediatriche, chirurgiche e dell’emergenza-urgenza, garantendo un’organizzazione integrata e multidisciplinare che pone al centro di tutta l’attività assistenziale il bambino e la sua famiglia. Il Dipartimento racchiude numerose branche della pediatria internistica - pediatria medica, malattie infettive, broncopneumologia, allergologia, fibrosi cistica, auxologia ( quella specialità che cura la crescita fisica della persona nell'età evolutiva, ndr), diabetologia pediatrica, dermatologia, ginecologia, gastroenterologia, immunologia, epatologia – e della pediatria chirurgica, come chirurgia pediatrica, chirurgia neonatale, chirurgia di emergenza, oftalmologia, odontoiatra, ortopedia e dell’emergenza. Oltre al pronto soccorso, terapia intensiva neonatale, rianimazione e anestesia. A dirigere la struttura è il dottor Massimo Resti.
Dottore, qual è l’importanza del Dipartimento?
«Si tratta di un modello organizzativo che consente la più coerente presa in carico del piccolo paziente. Questo risponde alla necessità di una gestione quanto più possibile unitaria dell’attività e di una maggiore condivisione nell’utilizzo delle risorse strutturali e umane sugli aspetti programmatici e organizzativi dell’assistenza, della formazione e ricerca».
Quali sono i vantaggi della gestione unitaria?
«La gestione unitaria favorisce anche la continuità del percorso di assistenza del bambino e dell’adolescente dall’ingresso in ospedale fino alla dimissione e al follow-up e permette la necessaria armonizzazione tra i diversi percorsi dell’attività urgente e programmata. Il Dipartimento collabora inoltre con i Centri di eccellenza (Oncoematologia, Neuroscienze ed Endoscopia respiratoria), integrandosi con le loro specificità per contribuire a una univoca risposta assistenziale».
E il rapporto con la rete pediatrica?
«Il Dipartimento rappresenta il punto di riferimento per le strutture territoriali, i pediatri di famiglia e gli altri ospedali della rete, sia per le azioni di governo locale nell’ambito regionale, che per le azioni di programmazione, promozione, monitoraggio e valutazione degli esiti a livello regionale».
Come funziona il modello di gestione dei posti letto?
«L’organizzazione del Meyer è presa ad esempio dagli altri ospedali italiani. Per quanto riguarda l’area medica non esistono letti per specialità, ma c’è un’unica area di degenza dove il bimbo ha a disposizione i professionisti che gli assicurano una presa in carico complessiva. Questo significa che il bambino è al centro del percorso di cura, a ruotare attorno a lui sono i vari specialisti attivati dal pediatra, in base alle esigenze specifiche del bambino».
Questo approccio quali miglioramenti ha portato? «La gestione complessiva favorisce l’integrazione del percorso di cura in tutte le sue componenti. Il Meyer nel corso degli ultimi anni ha visto un aumento complessivo della sua attività, compresa quella chirurgica. L’organizzazione ha consentito la limitazione dei ricoveri impropri, con un miglioramento dei tempi di ricovero e dei posti letto. Qui il tasso di occupazione deiposti letti è elevatissimo e ogni risorsa viene impiegata al meglio. Questo grazie a una gestione comune e multidisciplinare tra i pediatri e i vari specialisti».
Quanti bambini accedono ogni anno al Dipartimento?
«Siamo nell’ordine di migliaia di bambini. Il Dipartimento, che racchiude l’area medica, quella chirurgica e quella intensiva e dell’emergenza, annovera circa 5.500 ricoveri l’anno, con 22.000 accessi ai day hospital per oltre 250.000 prestazioni per bambini esterni».
Oltre al Dipartimento lei dirige anche la Pediatria Medica.
«La struttura operativa complessa Pediatria medica è costituita da medici pediatri che garantiscono l’iter diagnostico-terapeutico e la continuità assistenziale a tutti i bambini ricoverati per una patologia medica. Per offrire la migliore assistenza possibile questi si avvalgono dell’attività e della consulenza dei medici pediatri specialisti nelle diverse discipline delle altre unità operative. L’offerta di assistenza si concretizza in una continuità assistenziale garantita dai medici pediatri che si prendono globalmente carico del paziente disegnandone l’iter diagnostico-terapeutico, a cui si affianca la puntuale consulenza specialistica». —
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