Toscana
Tennista di 21 anni fulminato da un malore: "Si era da poco sottoposto alla visita"
Calenzano, la tragedia nel circolo sportivo dove il giovane faceva l’istruttore. Disposta l’autopsia per capire cosa l’ha ucciso
CALENZANO. La luce si è spenta quando erano da poco passate le 16 e non si è più riaccesa. Alessio Carmagnini, istruttore di tennis di 21 anni, è morto così, stroncato da un malore fulminante mentre era al circolo di tennis dove passava gran parte del suo tempo, il Professione Tennis Park di via Le Prata a Calenzano.
Una tragedia senza avvisaglie, a sentire chi gli stava vicino in quei momenti. «Stava camminando prima di iniziare una lezione – racconta Erasmo Palma, responsabile del circolo – quando si è accasciato a terra e non si è più rialzato». Poche asciutte parole per descrivere un dramma che ha sconvolto tutti i frequentatori del Professione Tennis, ancor prima degli amici e dei genitori di Alessio che si sono precipitati al circolo per vedere il medico dell’ambulanza scuotere la testa e dire che non c’era più niente da fare.
Sarà l’autopsia disposta dalla Procura di Prato, competente per territorio, a stabilire che cosa ha ucciso Alessio, la cui salma è stata trasportata all’Istituto di medicina legale dell’ospedale di Careggi, a Firenze.
Intanto bisogna prendere atto delle parole di Palma, il responsabile del circolo: «Non ci risulta che Alessio avesse particolari patologie. Si era sottoposto alla visita medica periodica lo scorso 31 gennaio ed era risultato tutto in regola».
I carabinieri e la Procura di Prato per il momento sono un po’ più cauti. «Faremo accertamenti per capire se il malore si sia manifestato prima o dopo l’attività sportiva – spiega il capitano Vittorio Taborra, comandante della Compagnia di Signa – Oppure tra una lezione e l’altra». La stessa cosa dice il procuratore di Prato Giuseppe Nicolosi. Tutti concordano nell’affermare che Alessio Carmagnini non si è sentito male durante l’attività agonistica. Dunque la sostanza potrebbe non cambiare più di tanto. Tra le prime ipotesi sulle cause della morte c’è ovviamente un problema cardiaco oppure un aneurisma cerebrale.
Il Professione Tennis Park è aperto da circa tre anni e fin dall’inizio Alessio, residente a Calenzano insieme alla famiglia, è stato uno dei suoi animatori. Negli anni scorsi aveva partecipato a qualche torneo agonistico, poi ha smesso e ha ripreso, ha deciso di frequentare il corso di istruttore Uisp e ha preso la tessera che gli consentiva di dare lezioni al circolo. Tra i suoi amici fuori dal cancello, nella fredda serata, c’è poca voglia di parlare. Aspettano solo che arrivi il custode a mettere il lucchetto e da oggi aspetteranno di sapere come e perché è morto un ragazzo di 21 anni che viveva per il tennis. Una risposta che potrà arrivare nei prossimi giorni solo dall’autopsia.
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