Italia
Nuovo Pignone, 5 miliardi di dollari di fatturato nel 2018
Tre nuovi ordinativi per 800 milioni di dollari, con previsioni di crescita per il 2019. Avenza, "lavoro garantito fino al 2021"
FIRENZE. È di oltre 5 miliardi di dollari il fatturato 2018 del Nuovo Pignone, che ha registrato tre nuovi ordinativi per 800 milioni di dollari, con previsioni di crescita per il 2019 con la garanzia di lavoro fino al 2021 per Avenza. È quanto spiegato a Firenze dal presidente di Nuovo Pignone, azienda del gruppo “Baker Hughes, a Ge company” (Bhge) specializzata nel business delle turbine, Michele Stangarone.
Bhge in Italia conta 7 stabilimenti in 6 regioni più un cantiere per l'assemblaggio di moduli industriali a Avenza (Massa Carrara). I dipendenti in Italia sono 5400 dipendenti, di cui 4100 a Firenze, oltre all'indotto. Il presidente del Nuovo Pignone ha annunciato l'aggiudicazione di tre importanti contratti per applicazioni nella liquefazione del gas naturale (Lng) e l'efficientamento energetico. Il primo riguarda la fornitura di turbocompressori, che verranno realizzati ad Avenza, per l'impianto Lng di Kitimat (Canada) di Shell. La seconda commessa è per la fornitura di turbomacchine per la costruzione dell'impianto di liquefazione del gas naturale di Golden Pass a Sabine Pass in Texas. Il terzo è un contratto di manutenzione e diagnostica da remoto per l'impianto di compressione gas di Snam a Istrana (Treviso).
"Usciamo da un periodo di contrazione del mercato, che io ho chiamato "inverno" - ha sottolineato Stangarone - ma il futuro ci vede posizionati per la crescita e per catturare la crescita. La ripresa inizia ora". Sul fronte della ricerca, Stangarone ha spiegato che Bhge sta "sperimentando in Inghilterra, a Bury, un sistema che liquefa l'aria, per lo stoccaggio dell'energia" e poi "la prossima frontiera è una turbina a idrogeno, che intendiamo sperimentare nel Laboratorio di Sesta".
Per quanto riguarda gli assetti societari Stangarone ha evidenziato che “con Ge siamo già separati come aziende, solo la proprietà la stessa. Siamo una società sostanzialmente indipendente in cui Ge ha la maggioranza" e dopo la graduale separazione "in futuro ne saremo partner tecnologici e continueremo a sviluppare insieme le turbine. Non cambia niente, siamo semplicemente diventati indipendenti. La cosa importante da capire è che Nuovo Pignone rimane parte fondamentale di Bhge". Con la dismissione graduale delle quote nell'arco di 2-3 anni da parte di Ge che detiene il 50,4%. Stangarone è anche vicepresidente per il business di turbomachinery & process solutions di Bhge, nata dalla fusione tra Ge Oil&Gas e Baker Hughes, per Europa, Africa sub Sahariana, Russia & Cis.
"Il Nuovo Pignone è stato associato negli ultimi 60 anni a Ge - ha spiegato Stangarone - e negli ultimi 25 anni siamo stati noi la Ge nell'Oil&gas, rappresentando il front soprattutto con i clienti. Questo valore creato in decenni non poteva essere distrutto, perciò alla fine dell'anno scorso abbiamo stipulato con Ge degli accordi di separazione", e "una parte delle azioni di Ge sono state acquistate dalla stessa Bhge".
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