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Toscana

a serravalle pistoiese 

Nella piazza per il partigiano ecco la fontana per le Foibe

Fabio Calamati
Nella piazza per il partigiano ecco la fontana per le Foibe

Inaugurata ieri fra le polemiche l’opera in ricordo dei martiri di Istria e Dalmazia Il vicesindaco: «Solo un atto di giustizia, non ci sono morti di serie A e serie B»

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SERRAVALLE PISTOIESE. Alla fine tutto si è risolto con una tranquilla cerimonia di inaugurazione sotto una fastidiosa pioggerellina invernale. Una sessantina di cittadini di Cantagrillo, comune di Serravalle, si sono ritrovati in piazza Biagini per assistere all’inaugurazione della nuova fontana, dedicata ai martiri delle foibe, dei quali proprio oggi, 10 febbraio, si ricorda la tragedia. Benedizione del parroco, breve discorso del sindaco, interventi dei parlamentari di zona, musica della banda e stop.

Perché avrebbe dovuto succedere qualcosa di diverso? Cosa aveva di particolare questa inaugurazione? Che quella piazza è intitolata a Brunello Biagini, 22enne partigiano fucilato dai tedeschi. E i partiti di sinistra (Pd, Rifondazione, Mdp) che nel 2017 hanno perso le elezioni in favore di una coalizione civica appoggiata dal centrodestra, hanno subito visto nell’accostamento tra Resistenza e vittime delle foibe una vera e propria provocazione. “Si tratta di eventi (i morti nelle foibe, ndr) accaduti in un contesto storicamente diverso e distinto dalla Resistenza... oltre che slegato dal nostro territorio”, hanno subito scritto i tre partiti, annunciando che all’inaugurazione non ci sarebbero stati. E la presa di posizione ha suscitato subito lunghe discussioni sul web, con accuse e controaccuse delle due parti. E a poco è valso che il vicesindaco Federico Gorbi, il più “social” della nuova giunta, avesse subito chiarito che non di provocazione si trattava, ma di un semplice atto di giustizia, visto che “non esistono morti di serie A e di serie B”. Del resto Cantagrillo è in comune di Serravalle, dove il cambio di maggioranza in Comune non è stato certo indolore e ha generato una coda di contasti continui (un episodio per tutti: il 25 aprile 2018 alla cerimonia pubblica non fu suonata Bella Ciao, ne seguì un vespaio di polemiche).

Poteva dunque benissimo succedere, ieri, che la cerimonia per la contestata fontana fosse oggetto di qualche contestazione. Invece, come detto, nulla del genere. Il sindaco Piero Lunardi ha ringraziato i cittadini e l’azienda (la “Tecnolamiere”, per la cronaca) che ha finanziato la realizzazione della fontana, spiegandone poi il senso (una specie di porta, immaginario ingresso nell’abitato ma anche simbolo delle foibe dentro cui l’acqua corrente si perde, a ricordare i morti sprofondati nelle cavità carsiche). L’unico, brevissimo, riferimento ai contrasti ideologici l’ha fatto il senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra, rubricando il tutto come «polemiche fuori luogo». Sotto gli ombrelli, nessuna presenza “visibile” dei partiti di sinistra: qua e là qualche esponente in realtà c’era, ma precisando di trovarsi lì esclusivamente a titolo personale. Alla fine la banda ha suonato “Azzurro” di Adriano Celentano e la cerimonia è finita. Non così le polemiche tra destra e sinistra in quest’angolo di Toscana: per quelle, probabilmente, basterà solo aspettare un po’. —

Fabio Calamati



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