Sicurezza
Ucciso nel suo giaciglio per qualche sigaretta
GROSSETO. Potrebbe averlo ucciso per un pacchetto di sigarette. Diventa un giallo la morte di un clochard moldavo, Petru Leorda, 60 anni, trovato cadavere il 25 gennaio nel suo giaciglio in un parcheggio seminterrato alla periferia di Grosseto. Nei giorni successivi è infatti finito in carcere un romeno, il 37enne Costiniuc Trifan, nella cui roulotte sono stati trovati abiti sporchi di sangue.
Ieri all’udienza di convalida il romeno ha deciso di non rispondere alle domande del giudice Sergio Compagnucci. L’uomo è accusato di omicidio preterintenzionale e di lesioni aggravate: quest’ultimo capo di accusa gli è stato contestato anche nei confronti di un altro senzatetto quarantottenne che divideva con lui quello spazio di solitudine e disperazione. Avrebbe picchiato anche lui che probabilmente, di fronte alla furia cieca scatenata contro Leorda, ha cercato di mettersi in mezzo e salvare l’amico. È questa la ricostruzione fatta dagli uomini della squadra mobile della questura che avevano già sentito, il giorno dopo il ritrovamento del cadavere del sessantenne, l’uomo di origini romene che da martedì sera è rinchiuso in carcere a Grosseto. Una lite scoppiata probabilmente per il furto di un pacchetto di sigarette.
Trifan si è da subito professato innocente. «Ha giurato di non aver fatto del male a Petru - dice il suo avvocato, Amanda Paoletti - le circostanze sono ancora tutte da chiarire». La Procura ha disposto il fermo ravvisando il pericolo di fuga. —
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