Sicurezza
Il Monte Pisano torna a vivere con diecimila piante da Pistoia
L’azienda vivaistica Giorgio Tesi Group dona gli alberi scelti fra 15 varietà della macchia toscana. La messa a dimora curata da Coldiretti
PISTOIA. Sono in arrivo le prime 10.000 piante per la rinascita del Monte Pisano, dopo l’incendio che a partire dal 24 settembre ha devastato una superficie complessiva di 1.150 ettari tra boschi a terreni coltivati.
L’iniziativa che darà nuova vita all’area che si estende tra le provincie di Pisa e Lucca – primo tra i “Luoghi del cuore” Fai nel 2019 con oltre 114. 000 voti – parte da un’azienda di Pistoia.
Sarà la Giorgio Tesi Group, realtà leader nel settore vivaistico, a donare le 10.000 piante, scelte tra 15 varietà tipiche della macchia mediterranea toscana. Questo primo progetto pilota (affiancato all’hashtag #unboscopermontepisano) è reso possibile dal protocollo d’intesa presentato ieri nella sede dell’azienda pistoiese, che coinvolge anche Coldiretti Toscana, i Comuni di Calci e Vicopisano e la Regione Toscana.
Saranno i due Comuni interessati a occuparsi della messa a dimora delle piante nelle aree individuate e a seguire il corretto sviluppo delle varietà, anche grazie alle convenzioni con le aziende agricole. La Regione – che per la messa in sicurezza e il recupero delle aree colpite ha già stanziato circa 1,7 milioni di euro – assicurerà la corretta esecuzione di tutti gli interventi, verificherà e renderà noti o gli esiti della sperimentazione che sarà utile per individuare le specie più adatte ai terreni interessati dagli incendi.
Coldiretti garantirà il supporto tecnico, organizzativo e divulgativo. Il protocollo è stato firmato dal sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti, dall’assessore all’Agricoltura di Vicopisano Andrea Taccola, da Fabrizio Tesi per la Giorgio Tesi Group, dal presidente di Coldiretti Toscana Fabrizio Filippi. Il testo sarà portato adesso all’approvazione della giunta della Regione Toscana.
Un altro passo per far rialzare la testa al Monte Pisano, messo in ginocchio dalle fiamme poco meno di 5 mesi fa. Per quei fatti, alla fine di dicembre è stato arrestato un volontario del servizio antincendio boschivo di Calci, presunto responsabile del rogo. –
Tommaso Artioli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
