Il Tirreno

Toscana

Arte controversa a Massa 

Posta il Cristo omosex sui social Facebook gli blocca il profilo

Tiziana Gori

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Il caso

«Guardi, lo vuole sapere? Nemmeno a me piacciono le mutande leopardate. Personalmente non le metterei mai. Ma io non vedo quello, vedo la scritta Lgbt sopra la testa di Gesù. Gesù è stato messo in croce anche per i diritti dei gay e delle lesbiche». Con la testa ancora piena di emozioni dopo aver visto a Palazzo Ducale la mostra Storytelling di Giuseppe Veneziano, il giovane chef Alessandro Bandoni ha scaricato su Facebook 12 foto e ne ha fatto un album, condiviso con tutte le sue amicizie.

«Avevo postato le foto alle 19,50 e sono andato a cena. Passata poco più di un’ora ho riaperto Facebook per commentare Sanremo. È una mia passione, lo faccio tutti gli anni». Immaginate l’incredulità di Bandoni quando ha letto che il social – a una velocità sorprendente e dopo l’altrettanta fulminea segnalazione di qualche sua conoscenza – aveva rimosso l’album e sospeso per un giorno la possibilità dello chef di pubblicare post.

Cuoco al ristorante “Le palme” di Marina di Carrara, il 34enne è molto conosciuto in città. Per lungo tempo è stato presidente della commissione pari opportunità del Comune di Carrara, in prima linea nella battaglia per i diritti delle persone omosessuali. «Stiamo tornando indietro – commenta – Io non nego che qualcuno, di mentalità più chiusa, possa essersi sentito offeso, ma allora sentiamoci offesi per le donne bruciate, i bambini stuprati e gli immigrati morti in mare».

Eh sì, qualcuno si è sentito veramente offeso. Sul sito citizengo.org, da due giorni, è aperta una petizione che ieri pomeriggio aveva raggiunto 400 firme. Il tono trasmette il senso di inquietudine di chi l’ha promossa. Un sentimento che deve essere stato di angoscia nel vedere Gesù in croce con gli slip marcati Dolce & Gabbana e la scritta Lgbt al posto di Inri: “Si richiede la sospensione della mostra blasfema di Palazzo Ducale a Massa, è vilipendio alla religione e al sentimento di milioni di persone”.

Uno dei curatori, Piero Guerra, racconta che ieri ha dovuto calmare una signora, entrata in uno stato di agitazione alla vista del quadro. «Sono di fede cattolica e per la famiglia tradizionale», mette le mani avanti il vicesindaco leghista Guido Mottini. Ok, e quindi? Sospenderete la mostra? «Non è nostra intenzione – risponde – In 4 giorni abbiamo avuto mille visitatori. Personalmente, non mi sono sentito offeso dal Cristo con le mutande leopardate. Mi sarei sentito offeso, che so, con la croce capovolta. Quello l’avrei vissuto come un affronto al mio essere cristiano. Sono contrario alle adozioni per i gay. Questo non vuol dire però essere omofobi». La cosa che potrebbe più sorprendere è che la mostra è stata voluta a Massa da Marco Amorese, esponente di FdI. Politicamente di destra, cattolico e francescano. «Quello che sta accadendo - sbotta - mi sembra assurdo. Le opere di Veneziano hanno sempre avuto una forte valenza sociale. L’arte la possiamo discutere, non distruggere o nascondere. Mi sembra stiamo esagerando. La mostra di Veneziano è un valore aggiunto per Massa, un onore essere riusciti a portarlo qui». –

Tiziana Gori

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