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Toscana

M5S ha chiuso in trappola il leader del Carroccio

*Vicepresidente Gruppo FI al Senato
M5S ha chiuso in trappola il leader del Carroccio

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Ma Salvini ha capito che M5S lo ha fregato?

Questa politica non guarda al futuro ma al presente, agli elettori-utenti. La rappresentazione della realtà politica che noi oggi stiamo vivendo è molto più semplice di quanto a noi sembra. Lega e 5Stelle al Governo si sono divisi i compiti con l’obiettivo di dare soddisfazione ai rispettivi elettori: i 5Stelle si occupano di lavoro e sostegno sociale, la Lega di immigrazione e imprese, pressione fiscale, burocrazia, riduzione del costo del lavoro.

Questi primi mesi di governo giallo-verde sono stati cannibalizzati dalla battaglia del ministro dell’Interno e vice premier, Matteo Salvini nei confronti dell’immigrazione con la chiusura dei porti, l’approvazione del decreto sicurezza partito bene ma poi annacquato da una serie di contro-proposte dei 5Stelle che ne hanno ammosciato l’efficacia. In mezzo c’è stato il casus belli della Diciotti e la conseguente delusione dopo l’inutile risoluzione approvata dal Parlamento il 28 giugno che aveva dato “mandato” al presidente del Consiglio di andare in Europa a “battere i pugni” per coinvolgere tutta l’Unione Europea nella gestione dell’immigrazione.

Nel mezzo della bufera sono arrivati all’attenzione del Parlamento vari provvedimenti: il decreto dignità che distrugge il lavoro, il decreto spazza corrotti che ha demolito le garanzie costituzionali e il decreto semplificazioni che ha disatteso le aspettative delle imprese e degli enti locali sospendendo le trivellazioni e le grandi opere. Se i primi due decreti sono firmati dai 5Stelle, l’ultimo partito come un decreto Lega, è stato poi in corsa tinto di giallo. Questo è il risultato che noi tutti oggi vediamo ma è quello che è successo dietro le quinte che i cittadini non sanno. Durante la discussione di tutti i provvedimenti le proposte della Lega sono state prima presentate e poi fatte ritirare dall’intera maggioranza; al contrario, le proposte M5S hanno avuto un percorso senza ostacoli: presentate e approvate per la maggior parte. Analizzando così, superficialmente, potrebbe risultare che all’interno della compagine di governo vi sia un dialogo costruttivo nell’interesse del contratto di governo, ma non è così.

Il governo del cosiddetto cambiamento parte con l’obiettivo, da parte di entrambi i componenti di questa scellerata alleanza, di valorizzare l’una e l’altra forza politica: i 5 Stelle attraverso temi come la giustizia ed il reddito di cittadinanza, la Lega con provvedimenti per le imprese, sulle le tasse e contro l’immigrazione.

Che cosa è successo? M5S, in maniera astuta, ha mandato avanti come un kamikaze il ministro dell’Interno fingendo un appoggio incondizionato sulla materia immigrazione ma di fatto esponendolo a rischi di tipo personale e politico che oggi lo vedono “forse sì o forse no” sotto processo. Una magistratura così, diciamo, “attenta ai dettagli” quando si parla del vice premier, che per qualcuno è addirittura “etero diretta dell’onda gialla” ne richiede il processo. A pensarla male a volte…

Ecco la mossa per mettere all’angolo il Ministro dell’Interno. Tutte le sue azioni, da oggi in avanti, di contenimento dell’immigrazione ed in assenza di una norma che consente realmente al Viminale di ostacolare gli sbarchi e procedere alle ricollocazioni nonché ai rimpatri (obiettivo incluso nel programma del centro destra), metterà, come già sta accadendo adesso in una posizione di sterilità politica il vice premier che in questi giorni è, guarda caso, sparito dalla scena politica.

Ma allora che cosa accadrà dopo questa vicenda? Se la Giunta per le immunità rifiuterà come noi speriamo, il processo, Salvini sarà sempre additato per quello che si è sottratto al giudizio di un tribunale. Se al contrario la Giunta per le immunità, e poi il Senato, voteranno a favore per far processare il ministro, Salvini sarà sotto il giogo del giudizio giurisdizionale per lungo tempo. E ciò significa che la sua azione politica sarà distrutta.

Insomma M5S, che ha fatto rientrare in maniera strategica l’antagonista Di Battista, ha dato spazio al partner di governo, l’ha mandato a sbattere, lo ha ingabbiato in una vicenda che in ogni caso lo vedrà soccombere e ha di fatto cancellato la politica economica della Lega e del centrodestra. E ha creato un governo monocolore: giallo.

*Vicepresidente

Gruppo FI al Senato



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