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Toscana

Usano la tartaruga come palla: "gioco" brutale sulle Mura

Giovanna Mezzana
Usano la tartaruga come palla: "gioco" brutale sulle Mura

Grosseto, un gruppetto di ragazzi intercettato da un addetto al verde pubblico «Era lì: l’abbiamo presa». La spiegazione dei giovani che rischiano una denuncia

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GROSSETO. «Visto che era lì...». È questa la scusante trovata da un gruppetto di giovani per aver usato una tartaruga – viva – come palla per la loro partitella di calcio. Succede in Maremma, a Grosseto, in una domenica di scrosci di pioggia alternati a schiarite. Tira di qua, tira di là il carapace – il guscio della tartaruga – si rompe e l’animale comincia a perdere sangue. Si salverà grazie a un cittadino che non si è voltato dall’altra parte: è stata curata da un veterinario e oggi verrà trasferita al Centro di Recupero di Animali Selvatici ed Esotici di Semproniano, il Crase. Resta l’episodio – orrendo – per cui oggi l’Sos Animali Onlus valuterà – con l’aiuto di chi ha interrotto il gioco crudele – se vi siano gli estremi per una denuncia per maltrattamento animali o, almeno, per una segnalazione formale.

È domenica e un addetto alla pulizia del verde pubblico sta rassettando angoli e aiuole delle Mura che cingono il cuore storico di Grosseto. Nel frattempo, poco lontano da lui, alcuni giovani – ragazzi, ma non adolescenti – stanno giocando a calcio. Sembra però un gioco “strano” perché quel che si tirano non è un pallone. «Cosa stanno calciando?» si chiede aguzzando la vista. Guarda con attenzione e fa la macabra scoperta: una tartaruga.

Si avvicina al campo da gioco e agguanta ciò che i giovani usano da palla: se la prende quella povera tartaruga, se la tiene stretta e non gliela ridarà. E chiede delle spiegazioni: come si può prendere a calci un animale indifeso, lanciarlo di qua e di là, per divertimento? Loro si giustificano: «Era lì».

È inutile perdere tempo, si allontana con la tartaruga tra le mani: è messa male ma vuole tentare di salvarla; allo stesso tempo, però, non vuole interrompere il suo lavoro: è in servizio. E allora chiama sua moglie. Da ora sarà lei, Maria Grazia De Masi, a interrompere la sua routine domenicale e ad occuparsi del povero animale martoriato.

Scatta il soccorso. Maria Grazia chiama la presidentessa dell’Enpa Grosseto Marlena Giacolini che le dice di contattare subito Sos Animali, l’onlus che per conto della Regione Toscana è l’unico soggetto preposto al soccorso della fauna selvatica in difficoltà per le province di Grosseto e Siena. «Il veterinario è subito arrivato – racconta Maria Grazia De Masi – e ha preso in consegna la tartaruga. Dopo averla guardata accuratamente, mi ha detto: “Signora, questa rottura del carapace si risolverà, la porteremo al Centro di Semproniano». Maria Grazia torna così alla sua domenica e – pur essendo stata lei a consegnare nelle mani del veterinario la sventurata tartaruga – sottolinea: «Il merito è tutto di mio marito».

È Claudia Biliotti, biologa e membro del direttivo di Sos Animali Onlus, a raccontare le tappe successive. «Il veterinario – dettaglia – ha sottoposto la tartaruga ad una copertura antibiotica per evitare infezioni. L’animale ha riportato una frattura del carapace ma non è in condizioni gravi. Sarà tenuta sotto-osservazione per circa 24 ore e poi verrà trasferita al Crase di Semproniano che noi gestiamo».

La tartaruga si salverà: e chi l’ha ridotta così? «Domani (oggi, per chi legge) – aggiunge la biologa Biliotti – con la nostra presidente e con la coppia che ha soccorso l’animale valuteremo più approfonditamente quanto accaduto: cercheremo di capire se c’è l’intenzione di fare una denuncia per maltrattamento di animale, o potremo anche fare noi una segnalazione alle autorità ».

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