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Toscana

Non si alza per commemorare la Shoah: consigliere comunale espulso dall'aula - Video

Valentina Landucci
Nel cerchio rosso Manuel Laurora
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Nel cerchio rosso Manuel Laurora

Pisa, minuto di raccoglimento per l’Olocausto: Laurora, eletto con la Lega, resta a sedere. Il sindaco lo fa cacciare: gesto grave

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PISA. Il passaggio dall’incredulità alla rabbia e allo sdegno è immediato. Un uomo, un consigliere comunale, seduto mentre l’intera aula, in piedi, commemora con un minuto di silenzio le vittime della Shoah. È uno schiaffo in faccia. Un insulto all’umanità prima ancora che all’istituzione. Che non è una qualsiasi: è il Comune di Pisa. A pochi chilometri da qui, 81 anni fa nella residenza regia di San Rossore, vennero firmate le leggi razziali. L’uomo seduto tra i banchi della maggioranza a Pisa è Manuel Laurora. Eletto nel giugno scorso in consiglio con la Lega è un’indipendente: non ha la tessera del partito di Salvini.

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Le sue fortune politiche le ha costruite sulla campagna pisana contro la moschea giocata a suon di richieste di referendum e manifestini choc anti Islam. Ma gli “onori” della cronaca è riuscito ad ottenerli per altri motivi. Ad agosto scorso le dichiarazioni omofobe dopo aver assistito a un bacio gay. Oggi per un gesto condannato da tutti i consiglieri comunali pisani, di maggioranza e opposizione, e definito «grave» dal sindaco leghista di Pisa, Michele Conti, che ha chiesto al suo consigliere di lasciare l’aula e annuncia «una lettera ai vertici del partito per capire cosa fare trattandosi di un non iscritto alla Lega». Richiesta seguita da un provvedimento di espulsione dal consiglio vero e proprio, deciso dal presidente del consiglio comunale, Alessandro Gennai (Lega) per «comportamenti altamente lesivi dell’istituzione».

E forse più di tante parole conta la commozione sul volto dello stesso Gennai che pronuncia in lacrime il provvedimento di espulsione e spiega: «un mio parente è stato deportato e ho sentito particolarmente questo momento». Resta una domanda. Perché? «Mi sono distratto». Spiega Laurora, dopo essersi scusato di fronte all’aula. E poi: «Mi volevo alzare, ma non ho sentito proprio quello che stava succedendo, stavo parlando con il mio collega accanto. Poi mi volevo alzare, ma ormai il minuto di silenzio era cominciato e sono rimasto seduto».

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«Mi auguro che il grave incidente avvenuto oggi non succeda mai più» ha commentato il sindaco. «Le istituzioni meritano rispetto e attenzione - prosegue -. Oggi dobbiamo ricordare e avere un atteggiamento attento a questa storia come fosse avvenuta ieri, perché è alla base della Repubblica Italiana». «Laurora non è un iscritto alla Lega - aggiunge Edoardo Ziello, deputato e segretario cittadino della Lega - . Se lo fosse stato, per il suo comportamento assunto senza averlo concordato con i responsabili del partito, lo avrei sospeso e ne avrei comunque valutato l’espulsione». Nel frattempo si moltiplicano le richieste di dimissioni di Laurora: dal Pd a livello comunale e regionale, con i consiglieri Antonio Mazzeo e Alessandra Nardini, e dalla sinistra pisana di Diritti in Comune.

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