Il dolore
L’umanoide di Leonardo e la Toscana che innova - Il commento
Se parliamo con chiunque di Toscana, il discorso finisce sui paesaggi, sul cibo, sull’arte e sulla cultura ma non sull’innovazione. Eppure il primo progetto documentato di un robot umanoide viene fatto risalire a Leonardo da Vinci. Ci sono appunti del Genio che contengono disegni dettagliati per la realizzazione di un cavaliere meccanico, in grado di alzarsi in piedi, agitare le braccia e muovere testa e mascella.
Futuro e passato sono continuamente intrecciati ma i nostri occhi spesso non lo vedono. Sotto la Torre di Caprona citata nell’Inferno di Dante ( “così vid’ïo già temer li fanti ch’uscivan patteggiati di Caprona, veggendo sé tra nemici cotanti”) Giuseppe Prisco rientrato apposta dalla California ritenta l’esperimento leonardesco: ricostruire il corpo umano con l’ausilio di un robot chirurgico. E Calci non è lontana da Vinci, si tratta sempre di Arno Valley. E quello di Prisco (Medical Microinstruments) è solo uno dei tanti “garage” toscani.
Alec Ross, in un libro che vale 100 open day delle scuole, dà cinque dritte per i prossimi 20 anni: genomica, codicizzazione, cybersecurity, big data e, appunto, robotica. Ora e qui, tra Pontedera, Pisa e Livorno, si estende un polo della robotica che ha pochi eguali per la contiguità tra centri di produzione della conoscenza e realtà che la applicano per produrre innovazione. È una sfida più complessa del previsto: come ha sottolineato sul “Tirreno” Maria Chiara Carrozza, la sfida per rendere i robot meno goffi e pesanti, in una parola più umani. Eccolo, l’assoluto a cui tendere: il robot umano. Ma Icaro, avvicinandosi troppo al Sole dell’assoluto, si bruciò le ali e cadde e Prometeo fu punito dagli dei per aver donato il fuoco agli umani. Man mano che i prototipi si perfezionano, emergono problemi di ordine tecnico ed etico che rappresentano nuove frontiere da superare.
Il primo produttore di robotica al mondo è il Giappone, seguito da Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e Germania. L’Italia è fuori dal G5 ma, se riuscirà a raccogliere l’eredità di Leonardo, può avvicinarsi al Sole senza liquefarsi. A patto di riacquisire la memoria del grande popolo innovatore che fummo. «Il momento attuale nel campo della robotica è molto simile a quello in cui si trovava il mondo rispetto a internet 20 anni fa – scrive Ross – Siamo all’inizio di qualcosa: al capitolo uno, pagina uno». Possiamo scrivere una pagina nuova.
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