Proteste
Più tritolo, meno moschee: minacce a Pisa
In cinque mesi due lettere minatorie contro la costruzione di luogo di culto islamico: «Abbiamo esplosivo per cancellare il circolo Pd»
PISA. «Siamo sconcertati dall’idea che un luogo di culto possa suscitare tutto questo odio», dice incredulo Mohammad Khalil, imam di Pisa. Ad inquinare la diatriba politica tra favorevoli e contrari alla costruzione di una moschea irrompono due lettere minatorie, forse dello stesso autore. “Abbiamo esplosivo per cancellare il circolo”. E poi: “Non c’è una data. Dovete stare con la paura”. Minacce vergate con un pennarello blu, scritte in stampatello.
Questa la missiva arrivata venerdì al circolo Arci Pisanova “Berlinguer”, ma i destinatari sono tutti quelli che, a vario titolo, si sono espressi a favore della costruzione di una moschea nel quartiere di Porta a Lucca: oltre al Pd, il consiglio pastorale diocesano e la chiesa valdese. La firma? Un sedicente “Movimento difesa per Pisa”. I responsabili del circolo hanno presentato alla Digos una querela contro ignoti. Divenuta, forse a loro insaputa, la seconda..
A primavera, ha rivelato ieri l’ex vicesindaco Paolo Ghezzi (esponente di una lista civica di centrosinistra), era stato lui stesso a sporgere denuncia dopo aver ricevuto una busta: all’interno un articolo de Il Tirreno dal titolo “Tra i candidati il figlio dell’imam”. Sopra, ancora con pennarello blu, il disegno di una croce uncinata. E due frasi: “più tritolo” e “non vogliamo musulmani”. Era il maggio scorso, piena campagna elettorale per le amministrative. Il giovane, musulmano, studente alla Scuola Superiore Sant’Anna, era candidato al consiglio comunale con la lista di Ghezzi. Il quale allora scelse di non rendere pubblico il fatto per non alimentare tensioni. Ora mette a paragone le due lettere e dice: «Mi sembra proprio la stessa acuta penna».
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Solidarietà al circolo della periferia pisana dai principali concorrenti alla segreteria nazionale del Pd. «Sono con voi, nessuno fermerà mai la vostra, la nostra passione, le nostre idee», twitta Nicola Zingaretti. «Non siete soli. Sconfiggeremo odio e violenza», aggiunge Maurizio Martina.
Lo stop alla costruzione della moschea è stato uno dei pilastri della campagna elettorale che ha portato al successo il sindaco Michele Conti, centrodestra a trazione leghista. La realizzazione è prevista in un terreno (oltre 6mila mq) che la comunità islamica ha acquistato più di cinque anni fa in una compravendita tra privati. Il piano urbanistico vi prevede un luogo di culto. La nuova giunta, accusata dai musulmani di non voler aprire un vero dialogo, ha già avviato l’iter per una controvariante con motivazioni tecniche prima che politiche: cancellazione di quella previsione urbanistica, esproprio del terreno per pubblica utilità (un parcheggio) in un’area che l’amministrazione ritiene già troppo trafficata, peraltro in previsione dell’ulteriore aumento dei flussi dopo la ristrutturazione nel quartiere dello stadio Arena Garibaldi.
L’ex sindaco Marco Filippeschi attacca: «Va denunciata con chiarezza l’irresponsabilità colpevole di chi, esponendo il Comune, ha fatto una campagna contro i principi ed i diritti garantiti dalla Costituzione, volendo ostacolare la libertà di culto». Dal canto suo, Conti prende le distanze: «Un gesto vigliacco, intollerabile per la città e per il confronto democratico. Episodi purtroppo già avvenuti nel corso dell’ultima campagna elettorale quando a ricevere lettere del genere sono state la Lega e l’ex vicesindaco Ghezzi. Nessuna posizione politica o ideale può giustificare minacce e violenza». L’auspicio è «che le forze dell’ordine riescano, quanto prima, a rintracciare l’autore». La comunità musulmana pisana, sottolinea Khalil, «invita alla ragione e alla calma: serve la collaborazione di tutti per isolare facinorosi e violenti, che con i loro comportamenti antidemocratici creano danno a tutta la società. Auspichiamo che la moschea diventi un centro di aggregazione».
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